Bimba rapita, l’Anm difende il pm

RAGUSA Ram Lubhay, l'indiano di 43 anni indagato per avere tentato di rapire una bambina in spiaggia, ha paura e chiede alla polizia di essere protetto. E intanto non si placano le polemiche per il negato arresto dell'uomo da parte della procura di Ragusa. Il protagonista di questa storia controversa, avvenuta sulla spiaggia di Scoglitti, era stato condotto in un centro di accoglienza, dopo che per la seconda volta gli era stato notificato un ordine di espulsione. Ma durante la notte, impaurito da un montante clima ostile dell'opinione pubblica nei suoi confronti, ha chiesto di essere accompagnato negli uffici della questura di Ragusa. In serata, però, alla scadenza dei termini per lasciare il nostro paese, per l'indagato di tentato rapimento si riaprono le porte del Cie di Caltanissetta. La scelta del sostituto procuratore Giulia Bisello, che non ha chiesto la convalida del fermo perché non c'erano i presupposti di legge per emettere la misura cautelare, è sostenuta dall'Associazione nazionale magistrati. La giovane magistrata era stata difesa senza esitazioni anche dal capo della procura ragusana, Carmelo Petralia. L'Anm parla di «attacchi inaccettabili», frutto di un «approccio superficiale agli accadimenti, determinato dalla non conoscenza degli atti e l'unica conseguenza è quella di non consentire ai magistrati di fare il proprio lavoro». Il Csm segue una linea di cautela. Il vice presidente Giovanni Legnini fa sapere di avere «colloquiato» con il procuratore Petralia dal quale attende una informativa. Giulia Bisello l'ha preparata.