Tesoro medievale all’ex S. Margherita

Oltre 6850 metri di superficie, 3954 metri quadrati di parco: il vecchio Santa Margherita fino al 2004 ha ospitato l'ospedale per lungodegenti gestito dall'Azienda di servizi alla persona di Pavia. La gara per la vendita era stata bandita nel mese di febbraio, dopo una lunga attesa delle autorizzazioni necessarie della Soprintendenza. L'immobile era rimasto fermo sul mercato per circa due anni dalla sua chiusura. Solo alla fine del 2005 era arrivato l'ok del Ministero per i Beni Culturali che dichiarava possibile l'alienazione della struttura perché «non ne pregiudicava la conservazione e il restauro delle parti quattrocentesche». Il Comune aveva approvato il cambio di destinazione, da sanitario a residenziale e la gara era stata bandita: una quarantina i soggetti che l'avevano visitato, cinque le offerte (una sola da Pavia).di Anna Ghezzi wPAVIA Doveva essere un affare da 40 milioni di euro, appartamenti di lusso in piazza del Collegio Borromeo dove fino al 2004 si curavano gli anziani, ma per il momento è un altro progetto fermo. L'ex Santa Margherita da più di quattro anni è abbandonato, i lavori di ristrutturazione dell'ex ospedale geriatrico in piazza Borromeo sono fermi. Il cancello, chiuso con un lucchetto, è sbarrato da un'asse con il nastro dell'istituto vendite giudiziarie di Lodi e Pavia e nel cortile riposano i resti di edifici medievali scoperti con gli scavi di quattro anni fa. «Come in tante operazioni immobiliari di questi anni, in Italia e in Europa, le imprese si sono trovate senza più la capacità d'azione - spiega l'architetto Massimo Giuliani, che aveva realizzato il progetto architettonico per conto di Eleca, l'azienda di Cantù che si era aggiudicata l'asta per 13 milioni di euro -. I lavori erano stati fatti al 50%, per due anni il cantiere era andato avanti regolarmente. Poi si è fermato tutto». Prima, però, erano stati fatti anche degli scavi archeologici: «Nel corso dei lavori per i posti auto - spiega Giuliani - erano state trovate tracce di fabbricati medievali. Quindi erano stati fatti degli scavi. Tutto il lavoro era stato diretto dalla soprintendenza ai beni archeologici ma anche quello si è fermato». L'edificio era stato valutato poco più di 6 milioni, l'asta partiva da una base di 9 milioni. Cinque in contendenti, tutte le offerte tra i 10 e i 13 milioni. Ad aggiudicarsi il palazzo era stata la Eleca, la stessa che "aggiustò" il Pirellone dopo l'incidente aereo, con quei soldi l'Asp aveva ristrutturato il Pertusati. Poi si è fermato tutto: la data di fine lavori era il 5 settembre 2011, ma a fine 2012 la maggior parte dei lavoratori in cassa integrazione. Poi il fallimento, e l'impalcatura è ancora lì. Tutto bloccato anche per i 218 metri quadri ancora di proprietà dell'Azienda di servizi alla persona: «Non li avevamo venduti - spiega il direttore generale Maurizio Niutta - perché nel 2006, quando abbiamo messo all'asta l'immobile, questi 218 metri avevano mantenuto la destinazione a servizi e quindi avremmo ricavato meno. Poi abbiamo ottenuto il cambio di destinazione. Ora restiamo in attesa che si riesca a sbloccare tutto, così da poter vendere più facilmente anche la nostra parte». (continua.6)