Asm, il dopo Bina inizia tra le polemiche
Mentre a Roma non si esauriscono le polemiche sulla scelta della giunta Raggi di puntare per la municipalizzata dei rifiuti sul manager di un'azienda grande un decimo di quella capitolina e in ritardo sulla raccolta differenziata, fonti Asm vicine a Stefano Bina replicano ad accuse e critiche sottolineando i conti in regola dell'azienda di via Pozzoni (l'ultimo bilancio è stato chiuso con un utile di un milione e mezzo di euro, in crescita rispetto all'anno precedente) e la capacità di espansione, culminata con l'acquisizione di Asmt Tortona. Parole di elogio nei confronti dell'ingegnere godiaschese vengono spese anche da Paolo Affronti, ex sindaco ed ex vicepresidente di Asm: «Per quanto riguarda i rifiuti, non si dimentichi che da tecnico ha attuato le direttive ricevute, ma le sue capacità manageriali sono fuori discussione. E in ogni caso negli ultimi anni l'impegno per aumentare la differenziata non è mancato, come pure le risorse investite». Infine, poca e nessuna sorpresa sulla chiamata a Roma, «dove i nostri tecnici sono conosciuti e apprezzati fin dai tempi della presenza di Acea in Voghera Energia».di Roberto Lodigiani wVOGHERA Il dopo-Bina si apre tra le polemiche. La scelta del cda di Asm di avviare le procedure del bando pubblico da cui uscirà in tempi brevi il nuovo direttore generale dell'azienda, scatena le proteste di Carlo Barbieri, il sindaco ora sospeso dalla carica che entro pochi mesi si giocherà al ballottaggio con il rivale Pd, Pier Ezio Ghezzi, le chanche di rientro a Palazzo Gounela. «Trovo questa scelta della gestione commissariale di Comune e Asm irrispettosa e incoerente – attacca il leader del centrodestra – irrispettosa nei confronti della politica locale, defraudata della possibilità di scegliere una delle figure chiave dell'azienda multiservizi, che pure spetta al principale azionista, ossia in ultima analisi al Comune di Voghera (che detiene il 99% delle quote della holding di via Pozzoni). Incoerente, perchè il commissario Pomponio ha sempre affermato di non voler fare politica e di voler collocare nei posti apicali degli enti persone di sua fiducia pronte a dimettersi alla scadenza della fase commissariale. Nel caso del nuovo dg di Asm, invece, si parla di un mandato triennale». Barbieri annuncia «passi formali», anche con la prefettura, per esternare il suo profondo disappunto. «C'erano tutte le condizioni – aggiunge – per lasciare alla nuova amministrazione eletta l'incombenza della nomina del nuovo manager, prolungando solo di qualche mese l'interim in Asm. L'azienda ha la forza e la struttura per reggersi in piedi provvisoriamente senza un direttore generale titolare. C'è un'organizzazione solida, con gli 8 responsabili del settore. Ci sono professionalità interne, dirigenti in grado di reggere l'incarico pro tempore e ci sarebbe anche l'opportunità di una delibera, approvata a gennaio dal vecchio cda ma mai attuata, che consente la nomina di altre due figure apicali». Per Barbara Piermarioli, presidente-commissario di Asm, il via libera al concorso pubblico era, invece, l'unica strada percorribile. «Non c'erano alternative a questa soluzione – spiega la commercialista parmense chiamata da Pomponio ai vertici di via Pozzoni – il cda era tenuto per legge a procedere in questo modo. L'assemblea dei soci con all'ordine del giorno il bando di gara è già stata fissata per il 2 settembre. L'obiettivo è quello di arrivare al 5 novembre (data di scadenza del contratto dell'ex dg Stefano Bina) con un nuovo manager già insediato e nel pieno delle sue funzioni». Piermarioli e i colleghi hanno affrontato anche la questione della reggenza. Le deleghe di Bina, compreso il potere di firma sugli acquisti e le delibere fino a 200mila euro) passano all'avvocato bergamasco Massimo Adrubali, uno dei tre consiglieri-commissari (il terzo è il commercialista Daniele De Sanctis), che opererà in stretto con i quadri responsabili degli otto settori aziendali. Bina, che da domani comincerà ufficialmente il nuovo lavoro a Roma, da direttore generale di Ama - la SpA dei rifiuti capitolini - ha dato la sua disponibilità a fornire consigli e indicazioni ai colleghi rimasti a Voghera; inoltre, il venerdì al rientro dalla capitale potrà essere presente per qualche ora in via Pozzoni. Un assetto che, secondo Piermarioli, garantirà comunque ad Asm una navigazione tranquilla, già superati gli scogli del bilancio e della semestrale, pur nella condizione anomala della gestione commissariale e dell'assenza di un manager capo. L'ingegnere godiaschese ha preso un anno di aspettativa. Potrebbe teoricamente tornare a Voghera, ma non sulla poltrona principale che avrebbe comunque perso a fine contratto. La sua scelta da parte della giunta Raggi continua a far discutere. Non solo a Roma. Il centrodestra vogherese, a parte l'in bocca in lupo di cortesia a Bina, non esclude che anche Piermarioli, professionista di spicco in una città a governo 5 Stelle (Parma), abbia svolto un suo ruolo nella sua investitura a sorpresa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA