Ruba la corrente elettrica per coltivare la marijuana
ZERBOLÒ Ha spiegato ai carabinieri di Vigevano che le piante di marijuana nel suo giardino erano cresciute spontaneamente. E che, un giorno dopo l'altro, erano arrivate a quasi tre metri d'altezza. La versione fornita per giustificarsi, di per sè traballante, è crollata quando i carabinieri hanno notato che le piante "spontanee" erano raggiunte da un impianto di irrigazione automatica. Un impianto abusivo, come se non bastasse. Il proprietario del giardino (e secondo le accuse anche delle piante di marijuana) per far funzionare l'impianto di irrigazione automatica lo aveva collegato abusivamente alla rete elettrica. E così B. F. A. , operaio 49enne residente a Zerbolò, ha rimediato due denunce: la prima per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacendi (da quantificare la quantità di sostanza attiva nelle piante di marijuana ovviamente sequestrate), e per furto di energia elettrica ai danni del distributore. Il controllo a casa dell'0operaio finito nei guai non è stato comunque casuale. I carabinieri da settimane stavano (con discrezione) controllando tutta la zona a caccia, appunto, di coltivazioni di cannabis. Dopo diversi appostamenti e pedinamenti sono andati a perquisire il giardino dell'operaio e, di fronte alle piante, non hanno ovviamente creduto alla storia fornita dell'uomo per cercare di discolparsi. Il sequestro di Zerbolò arriva proprio nei giorni in cui è acceso il dibattito sulla possibilità di legalizzare la coltivazioni di cannabis da parte di privati ma soltanto ad uso terapeutico. La politica, sul tema, è spaccata e una decisione non si annuncia in tempi rapidi. Quel che sembra certo, tuttavia, è che in ogni caso non sarà legalizzata la coltivazione di cannabis tout court: nei Paesi dove questo è possibile, i controlli sono rigidi ed è necessaria una autorizzazione.