Acqua, allarme diserbanti nelle falde
Arpa, l'Agenzia regionale per la protezione ambientale, tiene sotto costante controllo la rete idrica della nostra provincia. Le acque sotterranee, si legge nel rapporto Arpa, sono fondamentali per l'approvviggionamento idropotabile. In provincia di Pavia ci sono 1.913 pozzi da cui viene prelevata una media annua di quasi 8.000 l/s. Di questi, il 39% è a scopo rriguo, il 23% è destinato ad usi diversi il 18% è a scopo idropotabile, il 13% è ad uso industriale, il 7% è ad uso zootecnico. Il primo ciclo triennale di monitoraggio delle acque sotterranee è stato avviato da Arpa Lombardia nel 2009 e si è concluso nel 2011. Il secondo ciclo triennale è iniziato nel 2012 ed ha avuto termine nel 2014, anno in cui si è concluso il primo ciclo sessennale del monitoraggio di sorveglianza. I corpi idrici sotterranei, ricordano da Arpa, possono essere soggetti a impoverimento quantitativo, nei casi di prelievi eccessivi e a degrado qualitativo se sono presenti siti contaminati o sorgenti diffuse di contaminazione. Vengono monitorate con frequenza semestrale alcune tipologie di sostanze: metalli, inquinanti inorganici, policiclici aromatici, alifatici clorurati cancerogeni, alifatici clorurati non cancerogeni, alifatici alogenati cancerogeni, nitrobenzeni, clorobenzeni, pesticidi, diossine e furani, composti organici aromatici.di Stefania Prato wPAVIA Bollino rosso per 19 Comuni della provincia per la qualità delle acque sotterranee. I dati di Arpa indicano che «non sono buone» le condizioni del corpo idrico più profondo di Albonese, Belgioioso, Casei Gerola, Cassolnovo, Chignolo, Cigognola, Cilavegna, Dorno, Frascarolo, Linarolo, Mede, Mortara, Pinarolo, Portalbera, Rosasco, Santa Cristina, Torrazza Coste, Tromello, Vigevano. L'Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ricorda che «l'acqua sotterranea è di fondamentale importanza in quanto rappresenta la più grande riserva di acqua potabile e tende ad essere meno contaminata dagli scarichi e dai microrganismi patogeni». Ma fa notare anche come «possa venire comunque inquinata da scarichi che riescono a raggiungere le falde». E i rilievi effettuati da Arpa in provincia di Pavia mostrano «una situazione che richiede la massima attenzione», sottolinea Renato Bertoglio di Legambiente, l'associazione che ha deciso di «rendere pubblici i dati sullo stato dell'inquinamento del territorio provinciale». «I cittadini vanno informati, viste le condizioni del corpo idrico provinciale - spiega Bertoglio - . Le analisi indicano la presenza di alcuni inquinanti e la situazione va quindi tenuta sotto costante controllo». Ed eccoli alcuni degli inquinanti rilevati da Arpa. Il bentazone a Belgioioso, Albonese, Casei Gerola, Cilavegna, Mede, Frascarolo, Dorno, Rosasco e Vigevano. Quinclorac a Linarolo e Belgioioso. Tetracloroetilene a Cassolnovo e Vigevano. Benzene a Chignolo. Dal bromo al triclorometano a Cigognola, mentre a Vigevano, Cilavegna, Mede, Tromello e Rosasco è stata anche rilevata la presenza di alcuni fitofarmaci. Lo ione ammonio è stato individuato a Santa Cristina, Mortara, Pinarolo e Tromello. A Torrazza Coste dal dibromo al nichel e a Tromello anche ampa e glifosate. Nell'indagine di Arpa si legge che «la qualità dello stato chimico delle acque sotterranee della provincia di Pavia è condizionata dalla contaminazione diffusa che dipende dall'utilizzo di fitofarmaci in agricoltura. Per quanto riguarda lo stato quantitativo, «nei pozzi di Lomellina e Pavese le oscillazioni piezometriche dipendono dalle infiltrazioni che derivano dalle pratiche irrigue, in area Oltrepadana gli innalzamenti dipendono da infiltrazioni meteoriche».