Sul web 500 firme contro l’autovelox di Belgioioso
di Stefania Prato wBELGIOIOSO È partita la raccolta firme on line contro l'autovelox di Belgioioso. A promuoverla alcuni cittadini della Bassa che definiscono il rilevatore di velocità un «apparecchio inutile e infernale». Insomma «una macchina succhia soldi». L'obiettivo è arrivare almeno a 500 sottoscrizioni da presentare poi all'amministrazione guidata dal sindaco Francesca Rogato per chiederle di spegnere definitivamente l'apparecchiatura. Sindaco a cui erano state inviate anche le 1200 firme raccolte invece tempo fa da Forza Italia. «Siamo sempre stati contrari a questo autovelox, collocato anche in uscita - dice Gianmario Pacchiarotti, coordinatore degli Azzurri nella Bassa Pavese - e siamo sempre stati convinti che si tratti di un apparecchiatura piazzata in una posizione assurda con l'unico obiettivo di rimpinguare le casse comunali con le multe. Soldi prelevati dalle tasche di cittadini che, per la maggior parte, questa strada la percorrono quotidianamente per lavoro». Le 1200 firme, sottolinea Pacchiarotti, erano state raccolte «con tre soli gazebi, organizzati a Belgioioso, Corteolona e a Miradolo Terme». «Ma dall'amministrazione non abbiano ricevuto risposta». E così è partita una seconda raccolta firme. Questa volta on line. «L' autovelox di Belgioioso, collocato in viale Dante, è un'infernale macchina succhia soldi che ha ben poco a che fare con la prevenzione - sostengono alcuni cittadini -. In quel tratto di strada non ci sono abitazioni o bambini che attraversano la strada. Ed è quindi chiaro che l'apparecchio serve solo per far cassa a discapito di chi transita incolpevole anche a 52 all'ora, in un punto assolutamente sicuro. È una vera ingiustizia alla quale è difficile restare indenni. Con questa petizione on line si chiede perciò agli amministratori locali la rimozione definitiva dell'autovelox dall'attuale posizione». Nei giorni scorsi la centralina dell'autovelox si era incendiata e il Comune aveva presentato denuncia. Si attendono i risultati degli accertamenti, per capire se si era trattato di un incendio doloso o di un corto circuito.