Ecco mister Buglio: «Lavoro e umiltà»

PAVIA «Abbiamo voluto Francesco Buglio per iniziare un ciclo. Non solo perché è un ottimo allenatore». I dirigenti del nuovo F.C. Pavia 1911 presentano così un mister che viene dal professionismo (ha 20 stagioni alle spalle). Esperto e determinato. Che ha due parole d'ordine: «Lavoro e umiltà». Così si è presentato ai dirigenti, dal presidente Cristina Rasparini, dal vice Tiziano Pacchiarotti e dall'amministratore delegato Giacomo Brega. E così si presenta ai giornalisti al Campus Aquae, ripetendo almeno tre volte lo stesso concetto: «Lavoro e umiltà». Lavoro significa 4 sedute di allenamento dal lunedì al venerdì, più una rifinitura il sabato pomeriggio. Un'intensità che in Eccellenza potrebbe fare la differenza. L'umiltà la spiega in poche parole: «Nessuno potrà entrare in campo contando sul blasone, sul fatto che noi siamo il Pavia. Andremo in tutti i campi a giocarcela per vincere senza presunzione, ma orgogliosi di indossare la maglia del Pavia». L'obiettivo è quasi sottinteso: vincere il campionato di Eccellenza. «Iniziare con le difficoltà di questo inizio in corsa non sono un vero problema - dice il mister - ben altre sono le situazioni complicate. Ad esempio è ben più difficile entrare a metà campionato. Quando ci sono 40 giocatori in squadra e devi salvarti. All'inizio bisognerà giocare con semplicità, non bisognerà fare cose impossibile». Il modulo sarà il 4-3-3 o il 4-2-3-1. L'imperativo è non prendere gol. Per questo motivo Buglio spiega di non volere un portiere under, ma un esperto. In Eccellenza, come è noto, si gioca con 4 giovani (dal '98 al '95). Una regola cheal mister azzurro non piace: «Io sono il primo che mette in campo i giovani, ma non perché mi viene imposto. Queste regole non hanno portato i risultati auspicati. In questo modo si illudono solo dei giovani: un '95 tra un anno è già vecchio». La squadra, non è un mistero, è un cantiere. Ma Buglio non si scompone, sfodera voglia e determinazione:: «I giovani li abbiamo già presi. Per gli esperti c'è tempo. Non possiamo sbagliare un acquisto. Vogliamo giocatori con personalità e carisma. Vogliamo costruire un gruppo , perché senza un gruppo valido non si vince. E noi abbiamo un solo imperativo: vincere». Le sensazioni dopo i primi quattro giorni di allenamento al campo di Mirabello, secondo il mister sono buone: «Siamo partiti bene. Adesso abbiamo bisogno di tutti: dei tifosi e della città, prima di tutto. Perché dobbiamo vincere per la gente di Pavia». (c.e.g.)