«Broni, la salvezza è l’obiettivo. Stiamo coi piedi per terra»
il raduno delle ragazze di Broni sarà martedì 23 prossimo al PalaBrera (nella foto il gm Caraffini). Mancheranno per motivi burocratici le due americane. Il campionato di serie A1 inizierà sabato primo ottobre al PalaTagliate di Lucca, dove è in programma l'Opening Day. La neopromossa Broni debutterà contro Napoli. Queste le altre partite in calendario: La Spezia – Ragusa, Venezia – Torino, San Martino Lupari – Umbertide, Schio – Battipaglia, Lucca – Vigarano. Il regolamento stabilisce che nella prima giornata di ritorno (mercoledì 21 dicembre) in casa giocherà la squadra sconfitta nell'Opening day. Le amichevoli della squadra di Roberto Sacchi inizieranno invece sabato 3 settembre al PalaBrera contro la Reyer Venezia; venerdì 9 settembre a Schio contro le campionesse d'Italia del Famila; giovedì 14 al PalaBrera con la Pallacanestro Torino; domenica 18 a Torino; mercoledì 21 a La Spezia nella sfida tra le due neopromosse, remake della finale di Coppa Italia dello scorso mese di marzo; si chiude venerdì 23 a Venezia. Gli orari saranno comunicati in seguito.BRONI Il general manager Gianluca Caraffini ci guida alla scoperta della Pf Broni 93, che nel primo fine settimana di ottobre farà il suo debutto nel campionato di serie A1 femminile all'Opening Day di Lucca contro Napoli. Come è stata costruita la squadra? «La squadra è stata fatta abbastanza velocemente tutto sommato, anche perché rispetto all'anno precedente le conferme erano maggiori. Una volta che siamo riusciti a confermare le ragazze che volevamo, e la cosa è stata abbastanza semplice perché nessuna di loro ha posto grossi problemi, ci siamo concentrati sugli innesti da fare, soprattutto per quanto riguardava le straniere. La ricerca è stata fatta nel modo più oculato possibile perché rappresentano l'asse decisivo per un campionato di serie A1. La speranza è di essere stati bravi e fortunati come lo siamo stati con Maaja Bratka lo scorso anno. Il campo tra qualche mese lo confermerà o lo smentirà». Stokes, l'ultima straniera, è stata scelta perché arriva dall'Inghilterra come Bratka, sorpresa in positivo l'anno scorso? «Non è stata scelta perché arriva dall'Inghilterra. Stokes è una giocatrice adatta specificatamente al ruolo che è chiamata a ricoprire, cioè una guardia due – tre. L'esperienza che ha avuto in Germania, in Inghilterra e Svezia, e ancora prima in Ncaa, ci dice di una ragazza che sembrerebbe avere le caratteristiche precise che cercavamo. Il fatto che venga dall'Inghilterra è solo una casualità, non è stata scelta per quello anche se è vero che ci è stata presentata da conoscenti comuni di Bratka, legati al mondo della Women British Basketball League». E' positivo che abbia alle spalle diverse presenze anche in Germania e in Svezia? «Era importante che non avesse solo esperienza in Ncaa, che pur ha le stesse regole dell'Italia, ma che non sempre vengono applicate con lo stesso metro: ad esempio c'è un concetto molto diverso negli atteggiamenti in difesa. Il fatto di aver già esperienze europee è positivo. Poi per l'amor di Dio la pallacanestro è pallacanestro ovunque, può essere più fisica, più tecnica secondo i posti, ma credo che sia Stokes che Madu siano due giocatrici versatili, capaci di adattarsi velocemente al nostro campionato, che non è particolarmente complicato dal punto di vista fisico piuttosto che tecnico. E' un campionato che si può considerare a livello della Bundesliga tedesca, forse un po' meglio di Inghilterra e Svezia». Ci saranno problemi di amalgama? «Non credo perché l'asse è sostanzialmente già formato. La squadra riparte da dove è arrivata. Le giocatrici inserite sono adattabili al gioco pensato dal coach. Dunque non dovrebbero esserci problemi di amalgama, anche perché le nuove sono giocatrici abituate ad andare in giro, con tante esperienze diverse. Lo ha sottolineato Stokes nella sua intervista quando dice che si è sempre abituata ed adeguata alle varie situazioni.». Come vede il campionato? «Questo campionato è spezzato fondamentalmente in due parti. Schio, Ragusa, Venezia, Napoli, Lucca sono le cinque formazioni che giocheranno per vincere lo scudetto e avranno un gap notevole, a mio parere, rispetto al resto della truppa. San Martino Lupari è collocabile nel guado, cioè è probabilmente la sesta forza per conto proprio. Tutte le altre credo che possano stare sullo stesso livello. Per cui ci si può collocare dal settimo al dodicesimo posto. Non ci sono grosse differenze di livello tra quelle sei squadre della seconda fascia. Poi può uscire la sorpresa nel bene e nel male». Broni dove può arrivare? «L'obiettivo è chiaramente la salvezza per una squadra neopromossa che non ha certo velleità di vincere lo scudetto. Chiaro che si cercherà di vincere il più possibile, poi vedremo dove siamo arrivati. Voglio evitare i playout, mettendomi alle spalle le ultime due. Credo che arrivare nella zona che giocherà il turno preliminare dei play off potrebbe essere molto positivo». E la Coppa Italia? «La Coppa Italia verrà disegnata dopo l'andata durante la quale giocheremo in casa con quattro delle cinque squadre più o meno alla pari. Questo potrebbe essere un'occasione per arrivare nelle prime otto, quindi giocare al PalaBrera il primo turno di Coppa Italia». Quanto conteranno il pubblico e l'emozione del grande palcoscenico? «E' un aspetto strano. Secondo me il fattore pubblico è fondamentale. Il PalaBrera deve essere pieno come con Castel San Pietro, come con la Coppa Italia, a prescindere dai risultati. I tifosi non ci devono abbandonare a prescindere dal risultato, perché non vinceremo tutte le partite. Serve l'affetto di tutti ancora più della passata stagione: il calore potrebbe permetterci qualche scalpo alle squadre importanti quando magari non sono in formissima. Il fattore emotivo lo si proverà sicuramente a Lucca: la sfilata, la cena di gala, l'inno, i tre arbitri, faranno correre un brivido sulla schiena dei dirigenti che hanno coronato il sogno della A1». Franco Scabrosetti