Schianto in bici, il decesso dopo due mesi di agonia
ROMAGNESE Non ce l'ha fatta, nonostante fosse un giovane di forte costituzione: troppo gravi le ferite che aveva riportato nello schianto con la sua bicicletta. Hata Fridi aveva 27 anni ed era un profugo originario del Ghana, in Africa equatoriale. Aveva fatto la richiesta di asilo politico in Italia ed era in attesa del responso. E' morto venerdì sera nel reparto di rianimazione del policlinico San Matteo di Pavia: era in coma dal giorno dell'incidente, mercoledì 8 giugno. Anche se si fosse ripreso, il giovane sarebbe stato comunque condannato a passare il resto della sua vita a letto. A causa del violentissimo trauma alla colonna vertebrale, infatti, Hata Fridi era rimasto tetraplegico, paralizzato alle braccia e alle gambe: non avrebbe potuto neppure stare su una sedia a rotelle. Hata Fridi era ospite dell'albergo Alpe di Casa Matti a Romagnese. Nel pomeriggio di mercoledì 8 giugno era caduto dalla bici sulla provinciale 412 procurandosi fratture al bacino e alla schiena. Un automobilista lo aveva preso a bordo della sua macchina e lo aveva portato all'albergo Alpe. Una grave imprudenza, visto che secondo tutte le raccomandazioni dei medici quando ci sono incidenti gravi bisogna chiamare subito il 118 senza toccare il ferito per non provocare altri danni. I carabinieri di Zavattarello dovranno indagare anche su questo, dopo avere appurato se si è trattato di un incidente autonomo oppure se il giovane è stato investito. Dall'albergo era partita la telefonata al 118. I primi ad arrivare erano stati i volontari della Croce azzurra di Romagnese. Vista la gravità delle condizioni del ragazzo, era stato inviato anche l'elisoccorso. L'ambulanza, con la barella spinale, aveva portato il ferito in un campo che si trova a poche centinaia di metri dall'albergo, dove era atterrato l'elicottero. Il giovane era stato portato al San Matteo di Pavia con l'elisoccorso, ed era stato ricoverato nel reparto di rianimazione seconda. E' stato subito chiaro che il giovane africano non rispondeva in modo adeguato alle terapie, ma i medici non hanno potuto fare altro che insistere. Finchè, venerdì sera, è giunto il decesso. Hata Fridi il 27 febbraio era giunto a Casa Matti insieme ad altri 24 migranti africani. (p.fiz., m.t.)