Caso Schwazer fumata grigia fino a venerdì

RIO DE JANEIRO Lassù, confinato al 31esimo piano di un grattacielo di una zona pure malfamata del centro di Rio de Janeiro, Alex Schwazer ha disputato la sua gara più lunga, più estenuante, ma che paradossalmente non ha portato risultati. «Vi faremo sapere entro venerdì, ma non parlate con nessuno perché l'udienza era confidenziale», hanno detto gli arbitri della Divisione ad hoc del Tribunale Arbitrale di Losanna prima di salutare il marciatore altoatesino, il suo allenatore Sandro Donati e gli avvocati Gerhard Brandstätter e Thomas Tiefenbrunner. Quel venerdì (il 12), che è anche il giorno della 20 chilometri (Alex se ammesso prenderebbe parte solo alla 50), potrebbe essere anticipato a oggi. Ma si brancola nelle ipotesi. La sensazione è che arriverà una semplice mail, ovviamente sempre confidenziale, col verdetto e poi tutto sarà finito. La Iaaf già nelle settimane scorse aveva chiesto almeno 8 anni di squalifica. Il Tas, se dovesse condannare Schwazer, non potrà scendere con la pena, anzi solo aumentarla fino alla radiazione a vita (recidiva) come previsto dal codice Wada. I legali del marciatore non ricevono informazioni nemmeno sugli aspetti tecnici del procedimento. La vicenda, già controversa dal 21 giugno quando era stata comunicata la positività al testosterone, sta assumendo aspetti sempre più misteriosi e grotteschi con forti ingerenze esterne e tanti attori sul palcoscenico. Dopo un disumano processo durato oltre 10 ore in uno studio legale, Alex è uscito distrutto ma soprattutto beffato di non sapere nemmeno se potrà gareggiare. Il Tas ha detto che si riunirà in camera di consiglio. Altro aspetto singolare. Appena entrati nello studio gli arbitri del Tas hanno dato ordine di sgomberare l'aula, altrimenti non avrebbero iniziato l'udienza. Nemmeno il tempo di entrare nel vivo della vicenda, il primo ostacolo: la lingua da utilizzare. Alla fine è stato deciso, il tedesco per i legali e Schwazer, l'inglese e italiano per Donati e italiano per i testi (il chimico Pieraccini e l'ematologo Ronci) che intervenivano dalla sede della Nado-Italia a Roma. L'atmosfera nello studio da subito era abbastanza tesa, in particolare quando Donati ha presentato la trascrizione di alcune intercettazioni telefoniche come, per esempio, quella dove un medico italiano del settore antidoping della Iaaf (Giuseppe Fischetto) proferiva parole minacciose ed offensive nei confronti di Schwazer e della sua ex fidanzata Carolina Kostner. Colpo di scena, la visita inaspettata e ingombrante del responsabile dell'antidoping della Iaaf, Thomas Capdevielle. Lo stesso all'uscita, come da suo stile, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. E alla fine la fumata è stata grigia. (m.m.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA