Tavecchio dice no al Pavia in Serie D
di Carlo E. Gariboldi wPAVIA Sono le quattro del pomeriggio quando i venti giocatori che si stanno allenando al campo di Certosa vengono fermati dal direttore generale Massimo Londrosi: «Tutti a casa, Tavecchio ha rifiutato la richiesta di iscrizione alla Serie D». Londrosi ha appena ricevuto la telefonata del sindaco di Pavia, Massimo Depaoli: «Mi spiace - spiega il primo cittadino pavese - avevamo fatto tutto quanto prescritto dal presidente Tavecchio, ma evidentemente non è bastato, chiederò spiegazioni». Evidentemente ci sono motivazioni inconfessabili, dicono in molti. Così si scopre che l'iniziale cordialità del presidente della Figc manifestata al sindaco era mutata nei giorni scorsi. Pare che Tavecchio abbia espressamente chiesto al sindaco se dietro al nuovo Pavia ci fosse Massimo Londrosi, storico nemico di Mario Macalli, per 18 anni presidente della Lega professionisti di Serie C e amico strettissimo di Tavecchio. La lettera ufficiale del presidente, che porta la data di ieri, non spiega niente. «All'esito della definizione degli organici del campionato di Serie D ed esaminato il progetto presentato, si concede, sentito il presidente del comitato regionale Lombardia, la possibilità di iscrizione al campionato regionale di Eccellenza». I soci dell'F. C. Pavia possono ritirare l'assegno circolare di 150mila euro depositato per fare la serie D e presentarne un altro - entro domani alle ore 12 - da 50mila euro per iscriversi all'Eccellenza. Il rompete le righe a giocatori, staff e dirigenti dura poco. Prima delle 18 c'è il dietrofront. I soci dell'F. C Pavia 1911 si piegano allo strapotere di Tavecchio, ma vogliono andare avanti («Non può averla vinta», sintetizzano nello staff). La comunicazione della decisione la dà lo stesso direttore generale Londrosi: «I soci hanno deciso di fare il campionato di Eccellenza. Alcuni giocatori hanno chiesto di non darla vinta a Tavecchio e sono disponibili a rimanere. Ora - prosegue il dg - dovremo rimodulare tutto il progetto. Una cosa è certa, al Fortunati ci giochiamo noi». Nella giornata di oggi si comincerà a capire chi resta e chi parte. Ad allenarsi - come ospite - fino a ieri c'era Giovanni La Camera (pronto a passare al Modena): «Mi spiace per questi ragazzi, meritavano di giocare in serie D». Certamente non arriverà Andrea Soncin, che era in trattativa per un finale di carriera vicino alla sua città natale, Vigevano. Probabilmente non ci saranno Fogacci e mister Aimo Diana: «Me ne torno a casa - ha detto prima di salire in auto - sono incaz... nero. Queste cose non dovrebbero succedere, ma purtroppo succedono. Vado a casa a pensare cosa fare». L'ex giocatore di Samp, Toro e Palermo,che per 13 volte ha vestito la maglia della nazionale, aveva sposato il progetto di Londrosi per mettersi in mostra.