Torriani avverte Forza Italia «Riconosca i suoi errori»

VOGHERA «Ci hanno maltrattato, e adesso si accorgono di avere bisogno di noi. Se ne può parlare, ma dalla maggioranza pro-Barbieri mi attenderei un po' di autocritica e di riconoscimento degli errori». Aurelio Torriani non chiude certo le porte al confronto con l'altro centrodestra, quello che alle Comunali 2015 si schierò a sostegno del suo successore, dopo lo strappo in Forza Italia, ma si attende altri segnali oltre ai generici appelli all'unità anti-Pd. Lo fa dopo aver riunito i fedelissimi, nel suo studio di via Matteotti, prima della pausa estiva. «Il mandato è quello di un confronto a 360 gradi, con tutti, partendo da una discussione che metta al centro i problemi concreti della città, senza steccati ideologici». Il medico, insomma, al momento opportuno si siederà al tavolo anche con Pier Ezio Ghezzi, competitor di Carlo Barbieri al ballottaggio-bis, anche se lui per primo si rende conto che un'alleanza organica del centrodestra sarebbe la soluzione politicamente più logica e sostenibile, tanto più se il discorso coinvolgesse anche Lega, Fratelli d'Italia e lista Gabba (destra sociale), al suo fianco un anno e mezzo fa. «Ho apprezzato le mosse a livello nazionale di Stefano Parisi, sta portando Forza Italia su una linea che condivido – sottolinea Torriani – Ma lo scenario locale è un'altra cosa, qui tutto è possibile. Del resto chi avrebbe scommesso su un Vittorio Poma candidato dal Pd alla presidenza dell'Area vasta?». Mentre Torriani fa le valige e parte per le vacanze, dando appuntamento a dopo ferragosto, Carlo Barbieri è a caccia di certezze sulla data del ballottaggio. Ieri pomeriggio ha incontrato a Pavia il prefetto Erminia Cesari, che è vogherese di nascita e abita a Retorbido. Un colloquio cordiale. «Il prefetto – dice Barbieri – ha spiegato di aver già scritto al ministero dell'Interno informandolo degli ultimi sviluppi della situazione vogherese, con la sentenza del Consiglio di Stato che ha confermato il Tar schiudendo la strada a nuove elezioni. Ora la prefettura è in attesa di indicazioni da Roma su procedure e tempistica». La collocazione più probabile del voto resta novembre, prima o dopo il referendum istituzionale. (r.lo.)