LE ANNATE SMARRITE DELLA ROSSA
A metà del cammino dei grandi show dei motori, la strada ormai sembra delineata e non al meglio. Soprattutto per la Ferrari dell'eterna promessa, sempre uguale, sempre quella, sempre sbagliata: «Il Mondiale? Lo vinciamo l'anno prossimo». La nobiltà della Ferrari è antica ed è così solida che non saranno altre sconfitte a farla impolverare. Però le cifre sono quelle: nell'era post-Schumacher è stato un disastro. L'ultimo Mondiale del campionissimo è arrivato nel 2004 e nei dodici anni a seguire è sbocciato un solo titolo, quello di Kimi Raikkonen nel 2007. Gli altri undici sono andati alla Mercedes (due, anzi possiamo già dire che saranno tre), alla Red Bull (quattro), alla Renault (due), alla McLaren e alla Brawn (uno ciascuno). E prima di Schumi di anni dall'ultimo titolo ne erano trascorsi addirittura ventuno. Quindi il problema non è solo di oggi, va preso atto che a Maranello c'è la Grande Bellezza e c'è la Storia ma il saper fare (meglio) purtroppo è altrove. Lo stesso non si può certo dire in MotoGp dell'immenso Valentino Rossi, fresco di scippo del decimo Mondiale, che quest'anno ha alternato bravure e ingenuità. Il che lo rende ancor più umano e più vero. Anche per lui l'annata sembra volgere al rancido, ma con uno così non si può mai dire, perché talvolta ha mostrato il piglio del dominatore incontrastato che la Ferrari da anni non offre più. Vero, anche Vale potrebbe dover dire presto la stessa frase che si capta ai box della Rossa ("vinceremo poi") ma con uno spirito ben diverso. (s.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA