Esposto anti vigili, si muove il prefetto

di Claudio Malvicini wVIGEVANO La possibilità che ci siano in servizio due vigili urbani con malattie da stress certificate ha spinto il prefetto a convocare il segretario del Comune di Vigevano per chiarimenti. Tutto è partito dagli esposti contro due vigili urbani, accusati di aver falsificato certificati medici per ottenere dei vantaggi economici. I due esposti sono stati spediti in procura, uno in inverno e l'altro in primavera, e ora due diversi sostituti procuratori si starebbero occupando dei casi segnalati. Nei due esposti si accusano un vigile e una vigilessa di aver presentato certificati medici apparentemente contrastanti a distanza di poche settimane l'uno dall'altro: nel primo sosterrebbero di avere malattie da stress legate alle condizioni di lavoro, tanto che il vigile ha anche denunciato il Comune per mobbing, nel secondo, presentato all'Ats (ex Asl) per la conferma del porto d'armi, direbbero invece di non avere nè di avere avuto malattie da stress. Secondo il Comune i due certificati sarebbero incompatibili. In queste condizioni, se la procura condividesse l'interpretazione del Comune, i due vigili potrebbero essere accusati di falso e truffa. La truffa sarebbe legata al risarcimento chiesto nella causa di lavoro contro il Comune, nel caso in cui emergesse che il vigile in realtà sta bene e ha presentato un certificato medico falso che lo indica affetto da disturbi psichici causati dalle condizioni di lavoro. La truffa si configurerebbe anche nel caso in cui fosse falso il certificato di sana e robusta costituzione firmato dai medici di famiglia dei due agenti e presentato all'Ats, perché con quel certificato i due vigili urbani si sarebbero garantiti una somma in busta paga a cui non avrebbero più diritto se riconosciuti malati. La questione è complicata e merita una spiegazione. Ogni agente che esce di pattuglia riceve una indennità, chiamata indennità di vigilanza, che vale 1110 euro lordi l'anno, una somma che veniva data anche quando i vigili non portavano la pistola. Ora però tutti gli agenti di pattuglia girano con la pistola, per cui non avere il porto d'armi perché affetti da disturbi da stress significherebbe non poter più uscire di pattuglia. Anche i vigili che lavorano in ufficio hanno diritto a un indennità, ma in questo caso la somma scende a 750 euro annui, circa 360 euro in meno. Secondo i firmatari degli esposti, quindi, l'eventuale falsificazione del certificato di sana e robusta costituzione avrebbe permesso ai due vigili di garantirsi quei 360 euro annui in più che invece avrebbero perso con il riconoscimento della malattia da stress. ©RIPRODUZIONE RISERVATA