Comecf, i lavoratori contestano il tribunale
SANNAZZARO Un'assemblea finita in protesta. Venerdì sera, alla Camera del Lavoro di Sannazzaro, gran parte dei 58 lavoratori di Comecf rimasti senza stipendio, hanno contestato il tribunale di Pavia, che non ha ancora sbloccato la vertenza dopo la dichiarazione dello stato fallimentare da parte della ditta metalmeccanica di Ferrera Erbognone. «Il tribunale ha affrontato la vicenda non considerando l'urgenza del caso – osserva Fabio Fasani della Fiom Cgil –. Il tribunale ha nominato, uno dopo l'altro, due curatori fallimentari che però sono entrambi in ferie. In queste condizioni è impossibile trattare, cioè avviare quella procedura che garantirebbe ad almeno 12 lavoratori di essere ricollocati in altre aziende con cui sono in trattativa e ai restanti di poter beneficiare da subito dell'assegno di mobilità, un ammortizzatore sociale indispensabile in questa fase delicata». Il tribunale ha dapprima nominato come curatore fallimentare l'avvocato Stefano Gorgoni di Pavia, attualmente in ferie. Venerdì la revoca di Gorgoni e la nomina di un altro professionista per il ruolo di curatore fallimentare, l'avvocato Mauro Zampollo di Vigevano. Impossibile al momento avviare la trattativa poiché anche il nuovo curatore risulta in ferie. Da qui la rabbia dei lavoratori che venerdì hanno fatto sentire la loro voce. Il coro delle proteste si è levato unanime: «Il tribunale agisce senza sapere se i curatori fallimentari scelti possono farsi carico da subito dei nostri problemi – hanno detto i lavoratori –. In questo modo rischia di slittare l'inizio della mobilità facendoci restare senza ammortizzatori per almeno due o tre mesi». Emblematica la situazione di un operaio con due figli a carico: «Attendiamo la mensilità di luglio ed il Tfr – spiega –. Se non arriverà l'assegno di mobilità, mi domando come potrò continuare a pagare il mutuo della casa e a mantenere moglie e due bimbi». Nel merito interviene anche il sindacalista Fasani: «Le bocce sono ferme sino al ritorno dalle ferie del nuovo curatore. Noi siamo pronti a supportare i lavoratori per la procedura di mobilità, ma di questo passo resta il blocco delle assunzione in altre aziende e quello delle retribuzioni. Ci manca un interlocutore con cui trattare». Intanto lunedì in Eni è previsto un incontro tra il sindaco Roberto Zucca e i vertici della raffineria. Tra i vari temi, anche quello relativo al fallimento di Comecf che deteneva corpose commesse nel petrolifero locale. La speranza è che la raffineria possa dare ancora lavoro ai dipendenti della Comecf che resteranno senza impiego. Paolo Calvi