«Cifarelli-Emak, patto per la crescita»
di Roberto Lodigiani wVOGHERA «E' un patto che farà crescere entrambi, non la preparazione di una via di fuga». Così Renato Cifarelli, 56 anni, amministratore delegato dell'omonima SpA di strada Oriolo specializzata in macchine professionali agricole e attrezzature per il giardinaggio (atomizzatori, soffiatori, scuotatori per olive), commenta l'accordo con Emak, colosso di Bagnolo in Piano (Reggio Emilia) che ha acquisito il 30% dell'azienda vogherese, con opzione per l'aumento della partecipazione fino alla totalità delle quote. Un'operazione da 3,750 milioni di euro, con closing entro dicembre, che mantiene ai vertici la famiglia Cifarelli (oltre a Renato, il fratello Roberto e il padre Raffaele, fondatore della società nel 1967 e tuttora presidente) e prevede un'alleanza strategica, con la messa a punto - dal 2017 - di una nuova linea di prodotti e l'assalto a nuove posizioni di mercato, sfruttando la leadership di Emak in Italia ed Europa, e la vocazione all'export (Stati Uniti compresi) dei partner vogheresi. Dottor Cifarelli, perchè proprio Emak? «E' una realtà forte del settore, una multinazionale quotata in Borsa (tanto che l'annuncio dell'accordo per l'acquisizione del 30% è stato dato dopo la chiusura di Piazza Affari). L'alleanza consolida le nostri basi, al di là dell'impegno e della presenza familiare, e permetterà di espanderci». Non una fuga, dunque. «Assolutamente no. Semmai uno sforzo e una sfida per la crescita. Siamo un'azienda solida, ma da tempo cercavamo un partner industriale, non finanziario. Lo abbiamo trovato. Cifarelli SpA ed Emak si integrano bene. E ci sarà una valorizzazione del nostro marchio». Il management? «Io resto come ad e al mio fianco ci saranno sempre mio fratello Roberto e mio padre Raffaele. L'aumento delle quote di Emak dipenderà comunque dall'andamento degli affari». I piani di sviluppo? «Nuovi prodotti sul medio-lungo termine e una progressiva integrazione tra i due gruppi, valorizzando anche le rispettive peculiarità commerciali». Se Cifarelli crescerà, sono da attendersi anche nuove assunzioni? «Sì. Ma, ripeto, bisognerà avere un po' di pazienza e attendere che l'accordo diventi pienamente operativo, nel 2017». L'alleanza con Emak significa che l'industria vogherese non è solo crisi e taglio all'occupazione, ma mantiene una sua specificità e potenzialità. Lei che è stato a lungo presidente dei Giovani industriali lo può apprezzare meglio di chiunque altro. «Non è mai bello guardare in casa d'altri. Ma se si riferisce alle difficoltà della Cameron, credo che dipendano dal mercato, dai progetti che saltano anche per le tensioni con la Russia, non dalle professionalità e dalle competenze che sono assolutamente fuori discussione». Una curiosità un po' frivola: le è rimasta la passione per le moto? «Precisiamo: per le Harley Davidson. Sono un cultore da anni. L'altro hobby è la fotografia». Il programma su Radio 24? «Si parlava di economia, l'ultima puntata è andata in onda la scorsa settimana». Dal canto suo, Fausto Bellamico, presidente di Emak, ha sottolineato che «con questa operazione rafforziamo la nostra posizione nel segmento Outdoor Power Equipment completando la gamma di atomizzatori e di soffiatori. Cifarelli, infatti, vanta una leadership nel segmento premium di questi prodotti con una posizione riconosciuta sul mercato e una consolidata presenza commerciale in paesi con potenziale di crescita per Emak». ©RIPRODUZIONE RISERVATA