Renzi: «Il salvataggio Mps non peserà sui cittadini»
di Andrea Di Stefano wROMA Passati gli stress test e approvato dalla Bce il piano di salvataggio di Mps, gli osservatori attendono ora la reazione dei mercati. Il test odierno sarà quindi decisivo per capire se l'esercizio condotto dall'Eba (European Banking Authority) e le misure eccezionali messe a punto dall'istituto senese saranno sufficienti per riportare il sereno e scongiurare i rischi di una nuova crisi finanziaria in Europa. Quanto all'altro possibile focolaio di epidemia, la Brexit, giovedì la Banca d'Inghilterra si riunisce per rispondere agli ancora incerti scenari successivi alla vittoria del leave nel referendum di fine giugno. La maggior parte degli osservatori prevede che l'istituto guidato da Mark Carney ritocchi i tassi o intervenga sull'ammontare del programma di Quantitative easing per contrastare soprattutto l'eccessivo deprezzamento della sterlina. A Washington, nel frattempo, dopo i deludenti dati sul Pil del secondo trimestre, la Fed sembra orientata a lasciare i tassi invariati anche a settembre e, a fronte di una crescita pari a meno della metà del previsto, i dati sull'occupazione di venerdì dovranno rivelarsi davvero robusti per cambiare il quadro in maniera significativa. Ieri il presidente del Consiglio in un'intervista a Repubblica ha rivendicato che il salvataggio di Mps è avvenuto «senza alcun ricorso ai soldi dei contribuenti» ma non ha mancato di lanciare bordate ai precedenti governi e alle responsabilità della stessa sinistra. «Quando gli altri Paesi come Gran Bretagna, Germania e Spagna hanno salvato le banche, non c'erano vincoli Ue. Li hanno messi nel 2013. E sono stati i governi che ci hanno preceduto a scartare l'ipotesi di una bad bank italiana - ha detto Matteo Renzi - per me è stato un errore, ma inutile piangere sul latte versato. Oggi ci sono dei vincoli complicati da spiegare. In soldoni: se vogliamo fare un intervento pubblico, bisogna che paghino anche i cittadini. E io non voglio che per le responsabilità dei politici del passato, e dei banchieri del passato, paghino i cittadini di oggi. Su Mps, non prendiamoci in giro: le responsabilità di una parte politica della sinistra, romana e senese, sono enormi. Da Banca121 in poi certe scelte sono state un suicidio, voluto da una politica impicciona e incapace sia a livello territoriale che nazionale». L'operazione di sistema per Mps renderà l'istituto senese «una tra le banche più solide in Italia - ha commentato l'ad Fabio Viola - Stavolta il sistema Italia ha fatto squadra e ha funzionato nell'interesse di tutti». Secondo Viola, il maxi-piano di rilancio del gruppo «rappresenta una svolta fondamentale nella storia degli ultimi anni. Siamo alla fase finale di un lungo riassetto avviato nel 2012». Sull'accumulo di così tanti crediti in sofferenza (27 miliardi che saranno interamente ceduti al 33% del valore), il banchiere riconosce che «certamente nel passato sono stati fatti errori nella concessione del credito e non solo», ma «dal 2012 c'è stata un'inversione di tendenza gestionale». Sugli stress test è intervenuta anche la banca centrale tedesca che ha chiesto alle banche di rivedere i loro modelli economici: «sebbene siano stabili, le banche tedesche devono fare profitti adeguati, e quello dei profitti è proprio il punto debole delle nostre banche», ha detto il membro del board Andreas Dombret. ©RIPRODUZIONE RISERVATA