Progettava attentati, un arresto in Belgio
BRUXELLES Cercava armi ed esplosivo per un nuovo terribile attacco, Nourredine H, 33 anni, originario di Bellevue à Frameries (sud-ovest di Mons, alla frontiera francese), fermato nella notte assieme al fratello Hamza, durante una vasta operazione antiterrorismo della polizia belga. Dopo l'interrogatorio davanti al giudice, per Nourredine è scattato l'arresto con l'accusa di partecipazione a gruppo terroristico e tentato omicidio legato al terrorismo, mentre Hamza è stato rilasciato, libero di tornare a casa dagli altri quattro tra sorelle e fratelli, «tutti molto praticanti», secondo la descrizione dei loro vicini di casa. Numerose le domande del giudice della procura federale a Nourredine su quei suoi continui viaggi attraverso l'Europa, nelle ultime settimane, da quando il suo ruolo nel network di reclutatori di foreign fighter, dove prima si occupava di logistica per facilitare i viaggi dei miliziani da e per la Siria, era cambiato, facendosi più impegnativo. E ancora, molti gli interrogativi su tutti quei suoi contatti in Francia. Proprio quell'intensa ricerca di «materiale», esplosivo e armi di Nourredine, intercettata dalle forze dell'ordine, ha impresso un'accelerata all'inchiesta. E qualche risposta potrebbe essere già arrivata dai computer sequestrati durante le perquisizioni. Sono state otto in tutto le abitazioni che la polizia ha passato al setaccio, soprattutto a Frameries. Tra gli alloggi perquisiti anche quello della madre e della nonna dei due fratelli, uno dei quali era andato a vivere a Liegi, nel marzo scorso. E c'è allerta anche in Olanda, dove all'aeroporto di Amsterdam-Schiphol sono scattate misure di sicurezza aggiuntive, con controlli più stringenti, a seguito di una segnalazione di minaccia terroristica. Intanto il governo belga ha deciso di congelare i beni di dodici terroristi. Il più conosciuto della lista è Mohamed Abrini, "l'uomo col cappello" dell'attentato all'aeroporto di Bruxelles-Zaventem, del 22 marzo. Dell'elenco fanno parte anche Nourredine Abraimi e Mohamed Darrazi, entrambe legati alla cellula di Verviers, smantellata a gennaio 2015; Fatima e Youssef Bazarouj, residenti a Molenbeek e ritenuti vicini a Salah Abdeslam, partiti per la Siria con i figli. Tra i nomi anche quelli di giovani andati a combattere col Califfato, come Nabil Kasmi, di Anversa, membro della Sharia4Belgium o Jamal El Koua, che si è fatto spesso fotografare in compagnia di Abdelhamid Abaaoud.