L’Oltrepo del vino firma la tregua

CASTEGGIO «Tornate uniti per rilanciare l'Oltrepo del vino»: l'assessore regionale Gianni Fava, mercoledì a Casteggio ha chiamato direttamente in causa Consorzio e Distretto, : «All'Oltrepo -ha detto Fava- la Regione ha dato davvero tanto. Spetta ora a voi ricominciare andando oltre le divisioni». E sulle spaccature l'assessore ha insistito, perché l'incontro voleva essere proprio un punto di partenza per annunciare la pace fatta tra Consorzio di Tutela dell'Oltrepò Pavese e Distretto del Vino di Qualità. «C'è la volontà di una tregua a favore del territorio, come d'altronde sta già accadendo da un po'- commenta il presidente del Distretto, Fabiano Giorgi – Questo non significa che il Distretto dimenticherà le motivazioni per le quali è nato, in rottura con il Consorzio». In altre parole, il Distretto apre al dialogo, ma non dimentica le proprie rivendicazioni: «Siamo consapevoli che in questo momento bisogna lavorare con il territorio, per il bene di tutti, collaborando con ogni soggetto che sia disposto a farlo, in primis il Consorzio. Però per noi aprirci al dialogo significa fare un passo avanti, non uno indietro: abbiamo fato molto e siamo determinati a continuare secondo la nostra linea. Continueremo a chiedere che il produttore di filiera sia valorizzato adeguatamente, che la bottiglia e il vino di qualità siano valorizzati, che si faccia una campagna per far conoscere la nostra immagine migliore in Italia e all'estero». Anche il direttore del Consorzio, Emanuele Bottiroli, apre al dialogo in nome del bene comune: «È importante ripartire da una collaborazione stretta, mirata a un piano di rilancio condiviso del territorio e delle sue produzioni bandiera. Nell'ultimo anno il Consorzio ha lavorato alla revisione di tutti i disciplinari di produzione, in sinergia con Unione Italiana Vini e Università di Milano, a una nuova tracciabilità con la fascetta di Stato, a un nuovo regolamento d'assemblea per dare più peso ai piccoli produttori nel rispetto dello statuto erga omnes impostoci dal Mipaaf e a un piano per arrivare con professionalità nuove, agenzie specializzate e l'Università Iulm, a un riposizionamento delle nostre etichette in Italia, attraverso il coinvolgimento e l'ascolto di opinion leader nazionali, e nel mondo, con un piano Ocm fatto più di marketing strategico che di fiere». «Il Distretto -conclude Bottiroli- può e dovrebbe essere il "club dei marchi", sinergico all'attività di programmazione generale del Consorzio. Non ne perderebbe nessuno, diventeremmo tutti un po' più grandi e concreti». Alessio Alfretti