Riserve naturali, il no dei Comuni

VALVERDE La Riserva naturale del Monte Lesima e quella di Valverde saranno gestite dal Parco del Ticino o direttamente dalla Regione Lombardia che ha presentato nei giorni scorsi un progetto di legge. Il sindaco di Valverde, Giovanni Andrini, e il vice sindaco del Brallo, Fabio Tagliani, protestano con l'obiettivo di garantire al territorio la competenza delle riserve dopo gli sforzi spesi insieme alla Provincia per ottenere il riconoscimento dei due polmoni verdi. Oltre al danno anche la beffa. Infatti, la Regione ha ottenuto un cospicuo finanziamento diretto su un bando europeo life. Importo che non arriverà ne alla Provincia, ne ai comuni. «Mi auguro che la Regione riconosca il lavoro di Provincia ed enti locali e quindi ripensi il progetto lasciando gestire le riserve direttamente ai territori» dice l'assessore provinciale Paolo Gramigna. «Il nostro parco si estende su 330 ettari di superficie e ospita il castello di Verde, l'oratorio e un'area di interesse archeologico che risale alla prima e seconda età del ferro - spiega il sindaco di Valverde, Giovanni Andrini - Qui c'è la storia della nostra comunità. Quindici anni fa abbiamo avviato un percorso adottando un piano di gestione. Un progetto, il nostro, su natura, paesaggio e ambiente che ha avuto due obiettivi: preservare l'ecosistema e rendere l'area fruibile. Così abbiamo creato un giardino delle farfalle con Ersaf e Università di Pavia e un percorso didattico forestale dedicato alle scuole e abbiamo ospitato campi internazionali di Lega Ambiente». «Sono stato alla conferenza che si è tenuta in Regione per manifestare il nostro dissenso sulla proposta di gestione delle riserve da parte del Parco del Ticino. – spiega il vice sindaco del Brallo di Pregola, Fabio Tagliani – Cosa c'entra il Parco del Ticino con il Brallo? Nulla». Mattia Tanzi