Piano Baratta, le ditte vogliono i danni
di Roberto Lodigiani wVOGHERA La melina sul piano Baratta, quasi dieci anni trascorsi tra la prima bozza dell'ambizioso progetto residenziale in zona Pombio e l'avvio effettivo dei lavori, rischia di aprire una voragine nei conti del Comune, oggetto di una richiesta di risarcimento record - cinque milioni e mezzo di euro - da parte delle società immobiliari Ponte Rosso ed Eos. Si tratta, al momento, solo di un'ipotesi, ma la notizia che la vicenda non è affatto chiusa, dopo la sentenza del Tar Lombardia favorevole all'ente pubblico e che su di essa dovrà ora pronunciarsi il Consiglio di Stato, è stata accolta con una certa inquietudine nei corridoi di Palazzo Gounela. La battuta d'arresto al Tribunale amministrativo, con la seconda sezione (presidente Mario Mosconi) che ha respinto il ricorso dei privati, non ha scoraggiato Giovanni e Giulio Zanardi, titolari delle due immobiliari, che con il patrocinio di un pool di legali formato dagli avvocati Giancarlo Tanzarella, Elena Tanzarella e Rosanna Macis, ha deciso di opporre appello. Ponte Rosso ed Eos, proprietari di terreni oggetto dell'intervento urbanistico, lamentano, in sostanza, di aver subito danni ingenti proprio a causa dei ritardi e dei tempi lunghissimi di approvazione e attuazione del piano Baratta, il megaprogetto che nella stesura iniziale, poi ampiamente modificata e ridimensionata, prevedeva un insediamento residenziale fino a 18mila abitanti, quasi la metà dell'attuale popolazione di Voghera. Il ricorso discusso in primo grado chiedeva la restituzione delle tasse pagate nel corso dell'iter attuativo del piano, fissate in 32mila euro, denunciando poi un «danno emergente» di un milione 800mila euro e una «perdita per lucro cessante» di 3 milioni 780 mila euro, per una cifra complessiva superiore ai 5 milioni e mezzo. La questione passa adesso al Consiglio di Stato. Il Comune si è cautelato affidando la propria tutela in sede di appello all'avvocato Giuseppe Franco Ferrari, con una spesa presunta per la causa di 26mila euro. ©RIPRODUZIONE RISERVATA