Gli studenti indagati si difendono
PAVIA Il collegamento non è esplicito, ma le dimissioni del rettore don Paolo Pelosi, comunicate via mail agli studenti il 4 luglio scorso, arrivano subito dopo la tempesta giudiziaria che ha investito il collegio con l'indagine a carico di cinque studenti per presunti episodi di nonnismo. Di certo l'inchiesta, avviata dai magistrati Mario Venditti e Valeria Biscottini e ancora in corso, ha scatenato un ampio dibattito sul sistema educativo dei collegi di Pavia. Il 10 maggio sono stati notificati cinque avvisi di conclusione delle indagini, che valgono come informative di garanzia, ad altrettanti studenti. Devono difendersi dalle accuse di sequestro di persona e, uno solo, di violenza privata. Le vittime sono due studenti: uno sarebbe stato chiuso per due ore in un armadio con le ante rivolte contro la parete, un altro si sarebbe visto puntare contro un coltello. Gli studenti coinvolti nell'indagine sono stati espulsi dal collegio dopo che l'organismo di vigilanza della struttura (che ha tra i suoi componenti anche il magistrato Corrado Carnevali) aveva svolto le sue verifiche e accertata la violazione del codice etico del collegio. Dalle carte dei magistrati che avevano sentito diversi studenti, sono emerse altre circostanze e il clima che avrebbe fatto da contorno agli episodi contestati ai cinque ragazzi. Alcuni allievi hanno parlato, infatti, di eccessi della goliardia, con matricole costrette a strisciare sul pavimento, a camminare sulle ginocchia o a restare sveglie di notte. Dai loro racconti è emersa anche l'emarginazione e il clima di isolamento a cui sarebbero stati costretti i ribelli. Gli allievi coinvolti nell'indagine hanno offerto ai magistrati, attraverso i loro legali (gli avvocati Orietta Stella e Fabrizio Gnocchi) memorie difensive per cercare di scongiurare il processo. La procura, comunque, non avrebbe ancora presentato una richiesta di rinvio a giudizio. Peraltro uno dei reati contestati, la violenza privata, è a citazione diretta, mentre l'accusa di sequestro di persona che riguarda quattro allievi prevede il passaggio in udienza preliminare, con un altro giudice che deve decidere se ci sono le condizioni per andare a processo. (m. fio.)