Cannabis, Saviano contro Lorenzin
ROMA Il congelamento della discussione fino a settembre della proposta di legge che legalizza la cannabis non ha fatto abbassare i toni della polemica tra partiti, soprattutto da parte di chi è contrario alla legge. Il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha definito «grave problema» l'eventuale convergenza del Pd sulla proposta, alludendo così a conseguenze politiche. Ma il dibattito è uscito fuori dalle mura del Palazzo con la discesa in campo sui due fronti di esponenti della società civile. Ed è tornato a farsi sentire Roberto Saviano che ha attaccato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, dandole della «ignorante». Ieri Alfano ha avvisato gli alleati di governo del Pd: «Noi non voteremo mai questa legge ed è un grave problema se il Pd va avanti cercando alleanze strane su questo argomento». I dem al momento sono divisi: dei 301 deputati solo 85 hanno firmato la pdl, anche se il promotore è Roberto Giachetti. Il governo per ora si è tenuto fuori, ed è quello che chiedono i Pd favorevoli al testo, come Andrea Romano, o i deputati di Scelta civica che la hanno sostenuta, come Pierpaolo Vargiu. Il dibattito supera però le mura del Palazzo e tra gli interventi si segnala quello dell'ex titolare della Salute, Umberto Veronesi, che appoggia la proposta: «oltre ad essere inutile al suo scopo - ha detto - il proibizionismo è poi dannoso socialmente perché crea un mercato nero, che a sua volta alimenta la criminalità». Argomento, quest'ultimo, sostenuto anche dal pm di Napoli Henry John Woodcock. Ma è di parere diverso il suo collega di Bologna Valter Giovannini. Anche tra le Comunità di recupero al momento le vedute sono diverse. In una conferenza stampa a cui sono intervenuti i ministri della Salute Beatrice Lorenzin, e per la Famiglia, Enrico Costa, si sono dette contrarie le comunità Papa Giovanni XXIII, San Patrignano, Ceis, Comunità Incontro, Federazione Come, e Associazione italiana per la cura delle dipendenze patologiche. La Cnca ha parlato invece di «passo avanti». Ma è stata la polemica di Saviano contro Lorenzin a infiammare il dibattito. Il ministro, in alcune interviste, ha ribadito il suo «no», sottolineando l'impatto negativo sulla salute dell'uso della cannabis, specie nei giovani. A suo giudizio, poi, la legalizzazione non eliminerebbe il mercato illegale e il consumo di stupefacenti da parte dei minori. Lorenzin ha anche criticato le tesi di Saviano, per il quale la legalizzazione toglierebbe alle mafie il mercato della cannabis. Al che lo scrittore ha replicato sui social; « "i nostri bambini", come li chiama lei, la droga non la consumano solo, ma la spacciano anche. Siete ignoranti e fate cattiva informazione, senza sapere di cosa state parlando». Insomma la situazione attuale dimostrerebbe che il proibizionismo non funziona. Sempre sui social il ministro ha ribattuto: «Saviano, la droga fa male, soprattutto ai giovani. Solo di questo mi interessa parlare». E poi ha riportato un pensiero di Paolo Borsellino del 1989 che definiva «da dilettanti di criminologia» l'affermazione che la legalizzazione avrebbe eliminato il mercato nero.