Kamikaze al concerto Ha giurato fedeltà all’Is

di Maria Rosa Tomasello wROMA La firma jihadista all'attentato di Ansbach è in un video in cui Mohamed Deleel, 27 anni, siriano richiedente asilo in Germania con foglio di via per lasciare il Paese, giura fedeltà al califfo ad Abu Bakr al Baghdadi, minacciando un attacco contro i tedeschi: «Una vendetta - dice - per il loro modo di considerare l'Islam». Il testamento, registrato sul telefonino dell'uomo conferma che il primo kamikaze con esplosivo è entrato in azione sul suolo tedesco e lo ha fatto per seminare la morte durante un concerto. Uccidendo se stesso e facendo 15 feriti, 4 dei quali sono in gravi condizioni. Si conclude così con un nuovo orrore la settimana di sangue cominciata con l'assalto con l'ascia su un treno a Wurzburg, lunedì 18 luglio, rivendicato dall'Is, seguito il 22 luglio dalla strage di Monaco e, nel pomeriggio di domenica 24 luglio dall'uccisione a colpi di machete di una donna incinta a Reutlingen. Lo Stato islamico rivendica l'attacco attraverso la sua agenzia Amaq: «Era un nostro soldato. Ha condotto l'azione rispondendo agli appelli a colpire Paesi della coalizione che combattono l'Is». Il materiale esplosivo. Nell'alloggio di Deleel, una stanza nell'ex Hotel Christl, sulla Richard Wagner Strasse, adibita dal 2014 a centro di accoglienza per i profughi, vengono ritrovati materiali per la fabbricazione di bombe artigianali, una tanica di liquido infiammabile, acido cloridrico, alcol puro, un saldatore, cavi e batterie. L'attentatore aveva «un background islamico» spiega il ministro dell'Interno della Baviera Joachim Hermann: dal suo computer portatile saltano fuori video violenti con orientamento islamico e contenuti salafiti, ha diverse schede Sim e ha sei diversi profili Facebook, uno dei quali con dati personali falsi. Sui suoi due cellulari vengono ritrovate diverse conversazioni whatsapp ora al vaglio degli inquirenti. E ha molto denaro in contanti: addosso ha un rotolo di banconote da 50 euro, altri soldi, una somma definita «consistente», vengono ritrovati nella pensione dove vive. Poche ore dopo l'attentato viene arrestato un secondo uomo: è sospettato di essere un suo complice. L'attentato. L'obiettivo scelto da Deleel è un concerto della rassegna musicale che si svolge nel centro della città a cui, domenica sera, partecipano 2.500 persone ad Ansbach, una città a poche decine di chilometri da Norimberga, 200 chilometri a nord di Monaco. Vuole la strage. Ma il suo piano ha una falla vistosa: quando attorno alle 22 si presenta all'ingresso con il suo zaino imbottito di esplosivo, non viene fatto entrare perché non ha il biglietto, e l'uomo è costretto ad andarsene. Ma non si allontana di molto: pochi minuti dopo, non lontano dal varco da cui è stato cacciato, la carica esplode. L'attentatore resta ucciso, 15 persone vengono ferite dalle schegge e dalle lame inserite nella massa esplosiva per causare ferite ancora più letali. Le prime notizie parlano di una fuga di gas, ma attorno all'una il sindaco Carda Seidel conferma che si tratta di un attentato. «Mentre la band suonava abbiamo sentito un bel botto alle nostre spalle. Abbiamo sentito il boato e l'onda d'urto. Un uomo della sicurezza è corso verso l'entrata» racconta alla Bild un testimone, Kevin Krieger. «Ho visto due persone a terra che avevano ferite alla testa ed al collo. Le ho soccorse. Nel frattempo la polizia ci ha fatti evacuare. Ma tutto si è svolto in modo tranquillo». Non è chiaro tuttavia se l'uomo si sia fatto esplodere volontariamente: testimoni lo hanno visto camminare in maniera nervosa e parlare al telefono dopo che era stato respinto dalla sicurezza. Non è escluso che volesse abbandonare lo zaino nelle vicinanze per farlo esplodere utilizzando un dispositivo a distanza, collegato a uno dei telefoni. L'identikit dell'autore. Tre ore dopo il kamikaze è già stato identificato, la dinamica si chiarisce. Deleel, siriano di Aleppo entrato in Germania nel 2014, aveva fatto per due volte richiesta di asilo, ma in entrambi i casi l'aveva vista respinta. Un tipo instabile, benché descritto come «gentile e cordiale»: era stato ricoverato in un ospedale psichiatrico, aveva tentato per due volte il suicidio ed era noto alla polizia per reati legati alla droga. Sul suo corpo, durante l'autopsia, vengono scoperte ferite da arma da guerra e necrosi sui piedi e alle gambe. L'espulsione in Bulgaria, dove era stato registrato per la prima volta e dove aveva fatto richiesta d'asilo, era stata sospesa una prima volta perché aveva fatto ricorso e per i problemi psichici. Il 13 luglio scorso, tuttavia, gli era stata notificata una nuova ingiunzione di espulsione. Una notizia che, forse, ha innescato o accelerato i suoi piani. Monaco, rilasciato il 16enne. Dopo neppure 24 ore dal fermo è stato intanto rilasciato, a Monaco, il sedicenne afghano amico di Ali David Sonboly, il diciottenne di origini iraniane autore della strage nella capitale bavarese. Il ragazzino aveva incontrato il killer vicino al centro commerciale "Olympia" poco prima dell'eccidio. Il giudice «non ha ravvisato motivi per trattenerlo» ha chiarito la polizia. Il sedicenne rischia una incriminazione per omessa denuncia o per favoreggiamento, ma l'ipotesi della complicità sembra cadere. ©RIPRODUZIONE RISERVATA