Kamikaze a Baghdad 21 morti nella zona sciita

BAGHDAD Stato islamico scatenato: dopo la strage di sabato a Kabul che ha provocato più di 80 morti, ieri nell'obiettivo del Califfato è finita Baghdad dove un attacco kamikaze ha ucciso almeno 14 persone. L'attentatore suicida si è fatto esplodere di mattina nei pressi di un checkpoint in un quartiere nord della capitale irachena: il bilancio parla finora di 10 civili e quattro poliziotti morti. I feriti sono almeno 31. L'uomo si è avvicinato a piedi al checkpoint di uno degli ingressi del distretto sciita di Kadhimiyah, poi ha azionato il detonatore dell'esplosivo di cui era imbottito. In un altro attentato, una bomba in un mercato nel quartiere occidentale di Abu Ghraib, tre civili sono morti e 11 sono rimasti feriti. Poche ore dopo è arrivata puntuale la rivendicazione dello Stato islamico con un comunicato online postato su un sito web abitualmente utilizzato dai militanti dello Stato islamico. È stato colpito un punto di raccolta di forze di sicurezza e di membri di una milizia sciita, ha sottolineato l'anonimo portavoce del Califfato. Confermando ancora una volta - mentre in Afghanistan ieri è stata una giornata di lutto nazionale per il massacro di sabato - che la "guerra" contro gli sciiti continua ad essere una priorità. Anche l'altro ieri, i seguaci di Abu Bakr al Baghdadi, attraverso l'agenzia Aamaq, oltre a rivendicare l'attentato nel mezzo di un corteo della comunità Hazara, avevano evidenziato con enfasi la presenza, fra le vittime, di molti sciiti. E più lo Stato islamico perde colpi sul campo vedendo ridimensionate le sue ambizioni territoriali, più si "impegna" a scrivere col sangue il suo odio nei confronti degli "apostati". Da anni in Afghanistan e Pakistan i gruppi fondamentalisti sunniti attaccano con ordigni esplosivi e attentatori suicidi luoghi di preghiera e manifestazioni delle comunità sciite. E l'Iraq diventa ancor più un obiettivo sistematico, soprattutto dopo la perdita di Falluja, che il Califfato ha occupato per oltre due anni e da dove, il mese scorso, le forze irachene lo hanno cacciato. Dell'attentato di Kabul ha parlato ieri anche papa Francesco, con l'animo scosso «da tristi notizie relative a deplorevoli atti di terrorismo e di violenza», come a Monaco e a Kabul. E parole di condanna sono state pronunciate anche dal Consiglio degli Ulema afghani. «I terroristi non conoscono limiti, etnìe o religioni, e frequentemente agiscono contro gli esseri umani e l'Islam». La minaccia degli attentati resta intanto altissima anche nel martoriato Afghanistan. Nella notte di ieri una violenta esplosione ha scosso di nuovo Kabul, facendo risuonare le sirene dell'ambasciata degli Stati Uniti. Secondo le prime notizie, l'esplosione è stata udita nel centro della capitale afghana, nella zona dei ministeri e delle sedi diplomatiche. Altre fonti parlano invece di un colpo di mortaio che avrebbe colpito una scuola non lontana dall'ambasciata statunitense.