Morto in casa, lo trovano dopo tre giorni
di Roberto Lodigiani wVOGHERA Quando parenti e vicini hanno dato l'allarme, per Enzo Giaran, 43 anni, non c'era più nulla da fare. Era morto, nella sua abitazione al numero 65 di via Scarabelli, da tre o forse quattro giorni. Viveva solo, nell'alloggio sopra l'ufficio affissioni, in fondo alla strada, a pochi passi da via Matteotti e dalla stazione. Il decesso è avvenuto con ogni probabilità per cause naturali, ma la procura, viste le modalità del ritrovamento e l'età non avanzata di Giaran, ha comunque disposto l'autopsia. «Era una persona con un carattere complesso e difficile - lo ricorda, commossa, Maria Grazia Centelli – aveva trovato la sua ragione di vita nell'amore per gli animali». Enzo Giaran aveva cominciato a frequentare il canile di strada Folciona, diventando un volontario dell'Enpa, il sodalizio che gestisce la struttura e di cui Centelli è da tempo presidente e figura insostituibile di riferimento. «Lui aiutava noi – racconta – e noi per quanto possibile cercavamo di aiutare lui. Gli stavamo vicini, ci siamo preoccupati anche di trovargli una sistemazione abitativa stabile, vicino alla nostra sede». Enzo adorava il suo cagnolino Pinna, mancato qualche mese fa. Un'esistenza comunque precaria e resa ancora più complicata dai problemi di salute. «Le sue condizioni – aggiunge Centelli – si erano aggravate da circa un anno». Ma nulla lasciava presagire l'epilogo che si è concretizzato giovedì sera quando, poco prima delle nove e mezza, parenti e vicini sono entrati nell'appartamento del 43enne, trovandolo morto. L'uomo non dava sue notizie da alcuni giorni, un'assenza di contatti non inusuale per lui ma che alla fine ha insospettito. In via Scarabelli, sono accorsi anche i vigili del fuoco, ma il loro intervento non si è reso necessario. ©RIPRODUZIONE RISERVATA