Nessun controllo sui terreni contaminati
LOMELLO La Regione Lombardia non finanzierà né farà eseguire controlli sui fanghi utilizzati per il mondo agricolo. Lo ha confermato l'assessore regionale all'Ambiente, Claudia Maria Terzi, intervenendo in commissione a un'audizione sulla direttiva Nitrati. Il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Iolanda Nanni, aveva chiesto all'assessore se, in merito all'inchiesta giudiziaria in corso, la Regione intendesse attivare controlli, mediante l'Arpa e le Ats (ex Asl), sui terreni agricoli individuati dalle forze dell'ordine su cui sarebbero stati sparsi quantitativi di fanghi superiori ai limiti di legge e non trattati. «La Terzi - comunica la pavese Nanni - ha risposto molto chiaramente che Regione Lombardia non interverrà, scaricando tutta la responsabilità sulle Province che hanno diretta competenza sui controlli. Inoltre, ha affermato che Regione Lombardia ha già contribuito con 15 controlli straordinari sugli impianti di fanghi effettuati nel 2015 e che, a suo parere, non hanno rilevato alcuna anomalia o irregolarità». Di rimando, Iolanda Nanni ha ribadito che la stessa Arpa, «sugli esiti di questi 15 controlli, effettuati in otto date differenti, ha evidenziato che il cromo totale in quattro campioni su 14 è risultato prossimo e leggermente superiore al valore di riferimento. Il nichel, in otto campioni su 14, ha valori prossimi al limite di riferimento e in un caso la concentrazione è doppia rispetto al valore di riferimento, mentre in un altro caso è sei volte il livello di riferimento. Nel caso dell'arsenico, a eccezione di tre campioni, si rilevano concentrazioni superiori al limite di rilevabilità. Inoltre, le analisi hanno evidenziato sempre la presenza di idrocarburi policiclici aromatici (un inquinante, ndr) in concentrazioni non lontane dal limite di legge». Per i grillini, sia l'assessore all'Ambiente, Terzi, sia quello all'Agricoltura, Gianni Fava, assente all'audizione, «non avrebbero dovuto chiudersi nel silenzio. Prendiamo atto che non c'è alcuna volontà politica di intervenire da parte della Regione». Umberto De Agostino