Zandalasini, il cuore batte sempre per il basket Broni

BRONI «Avrò sempre un debole per Broni e per i Viking (i tifosi organizzati biancoverdi, ndr)», parole di Cecilia Zandalasini, che è tornata a casa per salutare parenti e fans, prima delle vacanze in Grecia con le amiche. Reduce dalla medaglia d'argento agli Europei Under 20 in Portogallo, dove è stata acclamata come miglior giocatrice del torneo, la stella bronese, 20 anni compiuti lo scorso 16 marzo, è diventata un'icona del basket femminile in questa estate di grazia per tutto il movimento: oltre all'argento continentale in terra lusitana c'è stato un altro secondo posto, storico, delle Under 17 al Mondiale di Spagna. Le prestazioni di "Super Ceci", come la chiamano i tifosi, hanno fatto scattare in piedi più di un appassionato, tanto che nel giro di 24 ore, tra domenica e lunedì mattina, si è ritrovata oltre 600 richieste di amicizia sulla sua pagina Facebook. Ha chiuso alla grande la sua esperienza con le nazionali giovanili (adesso potrà essere convocata solo come senior) e, dopo le meritate vacanze, ritroverà le compagne della Famila Schio, con cui disputerà la sua terza stagione: un campionato particolare perché ritroverà sulla sua strada Broni, appena promossa nel massimo torneo nazionale. Avete sfiorato l'oro: è delusa o prevale la soddisfazione di aver conquistato una medaglia? «Abbiamo fatto un europeo straordinario, ieri il rammarico era tantissimo, perché arrivare a riprendere una finale dal -20 e poi perdere di due dopo essere state pari brucia molto, ma poi svegliarsi con al collo una medaglia d'argento è davvero un'emozione speciale e unica, sono orgogliosissima della mia squadra». È stata acclamata come la miglior giocatrice del torneo, che sensazioni ha provato? «Il titolo di migliore del torneo, di mvp, l'avevo già vinto all'Europeo Under 16 (nel 2012). Però questo ha un sapore diverso. E' stata una cosa indescrivibile perchè c'era tutto il palazzetto che mi gridava "mvp, mvp". Un'emozione assurda, non me la dimenticherò mai». Ha chiuso il campionato con una media di 22 punti a partita… «Ho segnato molto in questo Europeo e mi sono presa molte responsabilità, ma tutto nasce da una base solida, un gruppo unito di grandi persone e professionisti». È reduce dal secondo scudetto consecutivo con Schio, come valuta la sua squadra? «La stagione con Schio è stata soddisfacente, ma da me stessa mi aspetto molto di più, già a partire da questa stagione che viene. Schio non è una squadra, ma la Squadra, con la "S" maiuscola, per me è un grande onore farne parte. E tutto questo mi porta sempre a dare il massimo e a migliorare». Il prossimo anno c'è la trasferta al PalaBrera… «Per Broni sono molto felice, è una grande società che cercava questo risultato da molto tempo. Ora che è arrivato le auguro solo di viversi questa stagione al meglio e godersela fino in fondo. Avrò sempre un debole per Broni e per i Viking». Franco Scabrosetti