«Nessuna intesa tra Asm e Pd sulle nomine a Pavia Acque»
VOGHERA «L'indicazione del nominativo di Matteo Pezza alla presidenza di Pavia Acque non ha avuto alcun contenuto inerente la sua appartenza politica, ma è stato il risultato di un'operazione societaria realizzato nel rispetto dei patti stipulati tra le parti». Così il commissario prefettizio Sergio Pomponio e il presidente di Asm Voghera, Barbara Piermarioli, replicano al sindaco (sospeso) Carlo Barbieri, che dopo la nomina dell'esponente pavese del Pd ai vertici della società partecipata, ha attaccato la gestione commissariale di Comune e azienda, accusandola di una convergenza nei fatti con il partito democratico. La scelta di Pezza, aggiungono Pomponio e Piermarioli, è «analoga alle nomine effettuate per i precedenti mandati, tra cui quella del 2013, nel corso del primo mandato di Barbieri, e in occasione delle quali tutti i soci, compresa Asm Voghera, hanno pacificamente approvato la nomina a presidente di Luigi Maggi». Quindi precisano che il dg Bina, «è stato delegato a partecipare all'assemblea (dei soci) nell'impossibilità a parteciparvi del presidente e, sulla base delle indicazioni ricevute dal cda, doveva far valere il diritto di Asm a esprimere un proprio candidato a far parte del consiglio di amministrazione di Pavia Acque, esprimendo il nominativo di Piermarioli». Poi la puntualizzazione a proposito dei patti parasociali (di Pavia Acque) che «prevedono l'indicazione di un amministratore da parte delle tre Asm provinciali, di Amministrazione provinciale, Broni-Stradella, Acaop, As Mortara, Cap Holding, Cbl Mede», e di un quinto da parte dei soci di minoranza, i quali, «hanno inoltre il diritto di indicare il presidente». Nel caso specifico, il nominativo di Pezza è stato l'unico designato alla carica e votato dai soci, «a prescindere dalla sua appartenenza politica», con l'eccezione di Asm Vigevano che tuttavia non ha indicato« un proprio candidato concorrente».