Con il coltello per riprendersi il figlio

La follia della scorsa notte è stata preceduta da un altro episodio, che risale a sabato. Quella notte tra il giovane e la compagna esplode un litigio. L'uomo picchia la donna, "colpevole" di avere preteso la sua presenza in casa per accudire il bimbo nato pochi mesi fa. Dopo il pestaggio l'uomo si allontana da casa, mentre la donna va a cercarlo per le strade del centro. Quando la donna lo trova, il 29enne reagisce con altra violenza. Colpisce la compagna più volte, per strada e anche in casa. Qui l'uomo la ferisce al braccio con un coltello. Solo a questo punto la donna chiama il 118, ma l'uomo impedisce ai medici di salire in casa e, mentre la donna chiama la polizia, le strappa il telefono di mano e la colpisce con un calcio in pieno volto. Quando la polizia arriva, del giovane non ci sono tracce. La donna viene portata in ospedale e poi collocata con il bambino in una comunità protetta.di Maria Fiore wPAVIA Nel pomeriggio aveva minacciato di prendere una tanica di benzina e di incendiare la casa se non gli avessero fatto vedere il figlio nato pochi mesi fa. Ieri sera la follia è esplosa: l'uomo ha buttato giù la porta di ingresso della casa, in un palazzo in via XXV Aprile, in Borgo Ticino, e una volta in cucina ha preso un coltello. In casa c'era la madre della sua compagna, che è stata costretta a rifugiarsi dai vicini, e la sorella della donna, che con altri due bambini piccoli si è nascosta in camera da letto, terrorizzata dai colpi sulla porta. Nel frattempo i residenti, allarmati perché la situazione stava degenerando, hanno chiamato la polizia. Gli agenti della volante hanno trovato l'uomo ancora sul posto, che continuava a urlare chiedendo di vedere suo figlio e la sua compagna, e lo hanno arrestato. S. H., di 29 anni, difeso dall'avvocato Antonio Savio, dovrà presentarsi questa mattina in tribunale, per la convalida dell'arresto (si omettono le generalità complete solo per tutelare il minore). L'uomo, che ha già avuto guai con la giustizia in passato per droga, è accusato di violazione di domicilio aggravata, ma deve anche rispondere di atti persecutori nei confronti della compagna, di lesioni e di sottrazione di minore per un episodio accaduto sabato notte. Il giovane, infatti, era entrato in casa e aveva cercato di allontanarsi con il bambino, nato alcuni mese fa dalla relazione con la compagna. Solo le urla della donna lo avevano fatto desistere e l'uomo si era convinto a restituire il figlio alla madre. La sottrazione, seppure temporanea, è bastata a far scattare l'accusa. La scorsa notte, tra martedì e mercoledì, l'uomo ci ha riprovato. Nel pomeriggio ha continuato a urlare sotto casa, come confermato da alcuni residenti, e alla sera è tornato davanti al palazzo con le peggiori intenzioni. Ha sfondato a calci la porta, che è stata completamente divelta dal telaio. Poi è entrato e ha preso un coltello in cucina, di cui si è disfatto prima dell'arrivo della polizia. In casa c'era solo un familiare della compagna, che ha cercato di riportarlo alla ragione. Senza successo. Solo l'arrivo della polizia ha riportato la calma. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA