Senza Titolo

Mugello, Assen e Sachsenring: Valentino Rossi si scopre sempre più ferrarista. Non nel senso del tifo per la Rossa, purtroppo, quanto per le cresciute similitudini con la deludente stagione della monoposto di Maranello. Per il pluricampione di Tavullia, infatti, è diventato quasi impossibile continuare a lottare per il titolo mondiale. Tra lui e Marc Marquez non ci sono "solamente" i 59 punti che li dividono in classifica: la differenza che solca oggi la loro distanza riguarda principalmente la "lettura" che ognuno di loro dà delle gare. Mentre Rossi, nonostante il maxi bagaglio di esperienza rappresentato dai 37 anni, si fa prendere dalla frenesia e manca di lucidità, Marquez sta sorprendendo tutti perché al grande e indiscutibile talento sta affiancando una sopraffina capacità strategica. Insomma, si sta pian piano trasformando nel Rossi di qualche anno fa, quando vinceva e accumulava punti grazie anche agli errori del giovane spagnolo irrequieto. In nove gare Valentino ha collezionato ben tre zeri, uno più di Lorenzo e due più di Marquez, e tre errori gravi, due dei quali sono corrisposti a uno zero e uno, l'ultimo in Germania, a un ottavo posto. Degli zeri, solo quello del Mugello è imputabile a fattori esterni: motore rotto. Ad Austin e ad Assen, invece, Rossi è caduto per propri sbagli. E se quello americano, come dice lui, poteva starci dopo tante gare senza errori, quello olandese non è stato degno della sua reputazione. Poi, c'è stato il pasticcio-Sachsenring. Prima il ritardo nell'ingresso al box per cambiare gomma e l'incapacità di gestire la moto dopo il cambio, poi la scelta discutibile di montare le intermedie anziché le slick. Con appena nove gare rimaste al termine del campionato, forse Valentino non ce la potrà fare, ma è il caso di provarci. Non si può dire la stessa cosa in casa Ferrari, dove da qualche anno a questa parte a ridosso delle ferie estive d'agosto si è ormai abituati a pensare già alla prossima stagione, considerando per perduta quella ancora in corso. E a Maranello quando non si vince e si continuano a collezionare brutte figure ecco che torna a bussare il passato. L'ipotesi può risultare in qualche modo suggestiva, in primo luogo perché legata ai fasti dell'era Schumacher, ma non sappiamo quanto possa essere realmente percorribile e, soprattutto, quanto davvero possa risultare d'aiuto per un rilancio della stessa Ferrari. Si tratta della possibilità di un ritorno in rosso come consulente dell'ex direttore tecnico Ross Brawn. Numerosi i dubbi circa i vantaggi o meno che una "minestra riscaldata" porterebbe alla Ferrari, comunque è indiscutibile che il dt James Allison abbia i mesi contati. Al suo posto, invece di Brawn, potrebbe arrivare James Key, direttore tecnico della Toro Rosso. Potrebbe essere lui alla fine colui al quale Sergio Marchionne deciderà di affidare l'impegnativo compito di azzerare il gap nei confronti della Mercedes. ©RIPRODUZIONE RISERVATA