Becca, spiagge trasformate in discariche
di Giovanni Scarpa wLINAROLO Rifiuti abbandonati, divieti non rispettati, sosta selvaggia, cartelli abbattuti. Spiagge alla Becca, il giorno dopo. Una distesa di cartacce, bottigliette di plastica, avanzi di cibo è quello che resta della scampagnata domenicale di centinaia di "turisti" che come ogni estate prendono d'assalto le spiagge di Ticino e Po. «Assalto è proprio la parola giusta – dice il sindaco di Linarolo, Pietro Scudellari – perchè il lunedì sembra un campo di battaglia. E' un'indecenza per come lasciano le rive dei fiumi sporche». Ma questo è il risultato finale delle domeniche balneari. Tutto inizia alla mattina presto, quando arrivano i primi villeggianti. «Ci sono divieti di transito e di parcheggio perchè, soprattutto a Ticino, ci troviamo in una zona vietata al transito delle auto ovviamente – indica Scudellari –. Invece le macchine, i furgoni, le moto, passano come se niente fosse. Anche perchè controlli non ce ne sono». A dire la verità, neanche cartelli. O meglio. Molti sono stati abbattuti. Giacciono distesi in mezzo all'erba alta. Nella migliore delle ipotesi, sono inclinati e arruginiti. Così, dalle prime ore del mattino, mezzi di tutti i tipi si avvicinano il più possibile alla riva e invadono le spiagge. Tante (la maggior parte) le macchine che arrivano dal Milanese. «Ma ci sono anche tanti stranieri ed extracomunitari» giura il sindaco. «Sono in tanti poi quelli che si portano dietro il barbecue e cucinano la carne sulla griglia – insiste Scudellari –. Inutile dire cosa rimane sulla spiaggia alla fine della giornata». Alla sera, intere zone sono ricoperte di rifiuti di ogni genere. Qualcuno, ma sono in pochi, raccoglie i propri avanzi e li mette in un sacchetto che poi si porta via. La pulizia, alla fine, ricade sempre sui Comuni. «Dobbiamo portare via ogni lunedì una quantità enorme di rifiuti. I costi dello smaltimento, poi, ricadono necessariamente sui nostri cittadini». La spesa, ha calcolato il Comune, si aggira sui tremila euro a "stagione". Controlli? «Mai visti – giura il sindaco di Linarolo –. Qui siamo nel Parco del Ticino, dovrebbero pensarci loro». C'è poi un altro aspetto. Ogni domenica ci sono decine e decine di persone che fanno il bagno. Anche in questo caso, fa notare il sindaco, nonostante il divieto di balneazione. «Pure in questo caso, non ho mai visto nessuno dare una multa». Insomma la situazione, ogni estate, si ripresenta tale e quale a quella precedente. Con un aggiunta. Inquietante. «Le rive del Ticino, sono sempre più scure, quasi nere – rivela –. Credo sia un segno inequivocabile dell'inquinamento delle acque, perchè fino a qualche anno fa questo fenomeno non esisteva. Ciononostante, decine di persone ogni domenica fanno il bagno come se niente fosse. A partire dai bambini».