L’ultimo sms del killer «Mandami più armi»
di Maria Rosa Tomasello wROMA Il camion prenotato il 4 luglio, i sopralluoghi nella zona della strage, il "tesoro" inviato alla famiglia e l'ultimo messaggio al fratello pochi minuti prima di iniziare la corsa di morte lungo la Promenade des Anglais. Mohamed Lahouaiej Bouhlel, aveva pianificato tutto, nulla era stato lasciato al caso. Per quanto il suo profilo psicologico fosse quello di un individuo problematico e disturbato, con il passare dei giorni le indagini rivelano che il massacro di Nizza non è stato il gesto di un folle, ma un'azione organizzata nei minimi dettagli. Una conferma che sembra avallare l'ipotesi degli inquirenti: che l'uomo, come ha detto il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve, si fosse «radicalizzato molto rapidamente», agendo con modalità "suggerite" dal Califfato, che ha rivendicato la mattanza di Nizza definendo il killer «un nostro soldato». L'esame del suo computer ha mostrato che l'uomo aveva fatto numerose ricerche di video con brutali esecuzioni. Il numero delle persone fermate, intanto, è salito a sette. Mentre negli ospedali di Nizza 29 persone, tra le quali un bambino, lottano ancora contro la morte, il premier Manuel Valls torna a ripetere: «Il terrorismo farà parte a lungo della nostra quotidianità, ma vinceremo». I sopralluoghi. Le telecamere di sorveglianza disseminate nell'area della Promenade confermano che nei due giorni precedenti il 14 luglio, martedì e mercoledì, il killer effettuò due sopralluoghi successivi: «È possibile vederlo al volante del camion mentre osserva i luoghi molto attentamente» riferiscono fonti vicine all'inchiesta citate da radio Europe 1. L'uomo inoltre avrebbe fatto numerosi selfie a bordo del veicolo. Gli sms prima dell'attacco. Giovedì 14 luglio, alle 22.27, poco prima di comparire sul lungomare di Nizza affollato da trentamila persone, Bouhlel inviò «diversi sms» dal suo cellulare chiedendo tra l'altro: «Invia più armi, portane 5 a C». L'esame del telefono, ritrovato all'interno della cabina del veicolo assieme a un documento di identità dopo l'uccisione del tunisino, aveva condotto gli investigatori giovedì notte, poco dopo la strage, a un appartamento del centro della città dove però non erano state trovate armi né esplosivi. Il destinatario di uno dei messaggi sarebbe stato l'intermediario che aveva messo l'uomo in contatto con una coppia di albanesi: questi ultimi, secondo gli investigatori, avrebbero procurato a Bouhlel la pistola automatica 7.65 ritrovata dentro il camion con cui il killer ha sparato contro i poliziotti che tentavano di fermarlo. Bouhlel non entrò in contatto diretto con i due albanesi: il mediatore sarebbe tra le prime quattro persone fermate dopo la strage. La foto al fratello. Esiste un'ultima immagine del killer prima che a bordo del camion falciasse con spaventosa ferocia 84 vite: è quella inviata al fratello, una foto che lo ritrae sorridente a Nizza tra la folla festosa del 14 luglio, in mezzo alle stesse persone che poco dopo ucciderà. «Sembrava molto contento - ha raccontato il fratello Jabeur alla tv M6 - Ha detto che era a Nizza con i suoi amici europei per celebrare la festa nazionale». I soldi alla famiglia. Una settimana prima della strage, rivela il Journal du Dimanche, Bouhlel avrebbe ritirato tutto il denaro che si trovava sul suo conto in banca. Alcuni quotidiani inglesi, tra cui l'Indipendent, sostengono che l'uomo avrebbe inviato circa 100mila euro ai familiari in Tunisia. Il fratello avrebbe raccontato infatti di avere ricevuto «una fortuna in contanti», una somma introdotta in Tunisia probabilmente in maniera illegale nella città natale di Bouhlel, Msaken. Tra gli ultimi movimenti bancari, afferma Nice Matine, ci sarebbe anche, il 6 luglio, un acquisto on line per 24 euro con la motivazione "Islam", ma non appare collegato ad alcuna pagina web. I nuovi arresti. Dopo i cinque arresti dei giorni scorsi, altre tre persone ritenute legati all'attentatore di Nizza, sono stati fermati ieri. Due sono i venditori della pistola, un uomo e una donna. La terza è un individuo di 37 anni. È stata liberata invece la ex moglie di Bouhlel, che era sottoposta a fermo nella notte tra venerdì? e sabato. Le persone attualmente in stato di fermo nell'ambito dell'inchiesta sono quindi sette. ©RIPRODUZIONE RISERVATA