«Viking e Broni, una vera risorsa per il basket»
BRONI Mentre proseguono le trattative per i nuovi innesti e l'ultima conferma (Enrica Pavia), la Pf Broni 93 si appresta a vivere la sua prima storica stagione in serie A1. La cavalcata delle ragazze del coach Roberto Sacchi, con 37 vittorie su 37 partite ufficiali disputate, non è certo passata inosservata, varcando i confini della nostra provincia, anche grazie alla tifoseria organizzata biancoverde, i Viking, che hanno portato calore e colore in tutti i palazzetti d'Italia, da Bolzano fino alla Sardegna. Così sono arrivati i due servizi su Rai Due, all'interno di trasmissioni di spicco come "Dribbling" e "La domenica sportiva", e due apparizioni anche sul magazine della Lega basket femminile sul canale Sport Italia, che l'anno scorso trasmetteva in diretta ogni settimana una partita del massimo campionato, con il commento tecnico di Silvia Gottardi, giocatrice in B femminile a Milano e blogger sportiva. Anche lei ci parla del "fenomeno Broni". «Broni sembrava già una squadra di A1 e i Viking sono una manna per tutto il movimento», spiega la Gottardi. Come vedi il mondo del basket femminile italiano? «Quest'anno siamo riusciti a dare visibilità al movimento – continua Gottardi – riportandolo in chiaro sulla tv, facendo quindi riavvicinare un po' il pubblico. Semifinali e finali sono stati ad un grande livello. È uno spettacolo bellissimo, anche se è chiaro che è una cosa diversa rispetto al basket maschile. Mi sembra che certe partite siano state di ottimo livello. La Nazionale speriamo possa conquistare la qualificazione ai prossimi Europei, facendo da volano per l'intero movimento. Io spero di proseguire la collaborazione con la Lega». Pensi di continuare a giocare? «Non lo so – risponde – sto bene, vorrei continuare a giocare». Hai giocato contro Broni diverse volte, cosa ci puoi dire? «L'ho incontrata tante volte con il Sanga Milano in questi anni – dice – hanno sempre cercato di allestire una squadra forte per salire, quest'anno era uno squadrone incredibile e penso che sin dall'inizio fosse chiaro che potevano farcela. Un perfetto mix tra giocatrici esperte e altre giovani. Un gruppo fisicamente al top, che sembrava una squadra di A1, in A2 non si vedono squadre così alte e forti in tutti i ruoli». E i Viking? «Mi hanno insultato più di una volta quando giocavo nel Sanga – ride – ma quando ci sono tifoserie così fanno bene al basket. C'erano anche a Milano gli ultras, si sono sciolti, mentre a Broni resistono e stanno crescendo. Nel Sud Italia sono molto colorati e rumorosi, ma non sono così organizzati come i Viking Broni». Franco Scabrosetti