Riecco il modello Scirea: i centrali sono le vere stelle

di Valentino Beccari wINVIATO A PARIGI Il trequartista? Sta passando di moda, un ruolo di difficile collocazione nella visione tattica del nuovo mondo. L'ala? Ormai non si chiama nemmeno più così, ma esterno offensivo ma se intendiamo il "7" o l'"11" della letteratura allora siamo fuori strada perchè il tornante o l'ala sinistra sono specializzazioni in via di estinzione ed il driblatore della fascia è stato sostituito da un giocatore decisamente più muscolari e meno creativo. Il centravanti? Dopo un paio di stagioni all'ombra del falso nueve è tornato in auge. Però questi Europei hanno portato in copertina un ruolo magari meno reclamizzato ma decisamente in voga nella nuova scuola di pensiero del calcio: il difensore centrale. Ma attenzione, non quello roccioso e arcigno, tutto anticipo e marcatura, colpo di testa e colpi proibiti, ma il Ministro della difesa, abile nelle chiusure ma anche raffinato con i piedi, in grado di impostare l'azione, di darà il là alla manovra senza spaventarsi quando gli capita il pallone tra i piedi. Una sorta di libero moderno che però non sta un passo indietro rispetto allo stopper, una interpretazione moderna di quelli che erano Beckenbauer, Scirea, Baresi. E la "maglia gialla" di questo Tour de France della difesa spetta a Leonardo Bonucci che ha davvero stregato gli addetti ai lavori con un Europeo in prima classe: tempestivo nelle chiusure, acrobatico nei salvataggi, confidenziale nel dialogo con la palla, illuminante nei passaggi come quello per Giaccherini in occasione del gol del vantaggio con il Belgio. Peccato per quell'errore dal dischetto nella lotteria dei rigori con la Germania. È lui comunque il miglior centrale di questo Europeo e non a caso Pep Guardiola lo vuole portare a Manchester. Il City ha formulato una proposta indecente: 60 milioni alla Juve e un contratto di 5 anni da 8 milioni a stagione per il giocatore. A 29 anni il difensore viterbese, pur legato al club bianconero, potrebbe non lascersi scappare l'ultimo contratto importante della carriera e la possibilità di giocare in Premier. La fisicità resta ovviamente la caratteristica principale del tedesco Jeròme Boateng ma in questa rassegna europea ha dimostrato di essere migliorato tantissimo con i piedi e i suoi cambi di gioco precisissimi di 50 metri ricordano i missili terra aria di Ruud Krol negli anni '80. Nel Bayern la prossima stagione verrà raggiunto da Mats Hummels, compagno di reparto in nazionale. Ha deluso invece lo spagnolo Gerard Piquè, parso distratto e appagato pur non avendo ancora raggiunto la trentina Si tratta di giocatori maturi ed esperti ma la rivelazione nel ruolo porta il nome di Samuel Umtiti, 22 anni, originario del Camerun ma che Didier Deschamps ha lanciato con l'Islanda e confermato con la Germania dove non si è limitato a sparare la palla più lontano possibile ma ha giocato a testa alta senza bruciarsi i piedi con il pallone che scottava. Non è un caso se il Barça ha sborsato 25 milioni di euro per portarselo a casa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA