Quel boccone greco andato di traverso

di Pietro Oleotto Se Oliver Stone è riuscito a fare incetta di Oscar con "Nato il 4 luglio", il calcio portoghese è morto un 4 luglio, quello del 2004, e solo stasera – a più di 12 anni di distanza – potrebbe risorgere. Lo scenario è l'Europeo giocato in casa dai lusitani e perso in finale per mano di un'autentica meteora, la Grecia del tedesco Otto Rehhagel. «È stato un momento difficile, perché abbiamo perso in Portogallo – ha dichiarato proprio Cristiano Ronaldo al momento della partenza per questo Europeo –, ma mi ha insegnato tante cose. Niente è mai certo: una squadra che un giorno è forte può perdere il giorno dopo. È sempre così. Se è successo, è perché Dio l'ha voluto». CR7 a 19 anni era già una delle stelle di quella Seleçao Portuguesa, affidata a Felipe Scolari – mica uno sprovveduto, due anni prima aveva vinto il Mondiale con il suo Brasile – e capace di mettere sul tavolo altri giocatori di spessore internazionale: Luis Figo, Deco, Rui Costa e Ricardo Carvalho, altro giocatore ancora adesso in nazionale per quello che potrebbe essere la vittoria capace di cancellarel'incubo greco. Già, la Grecia: prima di quel 2004, aveva una sola partecipazione alla fase finale degli Europei, nel 1980, e un'altra ai Mondiali (nel 1994), per un totale di un pareggio e la "bellezza" di 5 sconfitte. Facile capire che per il Portogallo era niente più che un comodo materasso su cui cullare i sogni, fin dal girone eliminatorio. Invece l'incrocio si rivelò un abbraccio mortale, a dispetto delle individualità. Perché quelle greche erano davvero poca cosa: la stella era Giorgos Karagounis, allora interista (21 gare, neppure un gol), l'attaccante più quotato Zisis Vyzas (pescato dal Perugia e proposto in Italia successivamente da Fiorentina e Torino). Morale della favola. Sconfitta nella gara inaugurale del torneo e del girone di qualificazione (1-2), il 12 giugno a Oporto. Sconfitta nella finalissima del 4 luglio 2004, nello stadio Da Luz (la casa del Benfica) a Lisbona, davanti a 62.865 spettatori col cuore rossoverde. Giustiziere, con un colpo di testa al 57', Angelos Charisteas, allora un onesto attaccante del Werder Brema, adesso a 36 anni a godersi una pensione "attiva" nei Sydney Olympic, in Australia. Nella testa di Cristiano Ronaldo stasera ci sarà spazio anche per questo flashback. Per una vittoria in finale contro i padroni di casa. ©RIPRODUZIONE RISERVATA