Raccolta firme su internet per bloccare la Ecotrass

MORTARA Partita la raccolta di firme in rete per una moratoria di cinque anni contro i fanghi per l'agricoltura. Il comitato "No ai fanghi in Lomellina" ha sfruttato la piattaforma www.change.org per lanciare la petizione in vista dell'imminente chiusura dell'operazione Ecotrass. Nell'area Cipal di Mortara la ditta bergamasca vorrebbe insediarsi un impianto di trattamento dei fanghi: l'ultima conferenza, convocata per il 30 maggio scorso, non era giunta a una decisione e ora la Provincia dovrà esprimersi entro la fine di luglio. Secondo il progetto, a Mortara sarebbero prodotte 60mila tonnellate annue di fanghi destinati all'agricoltura. Il Cipal, dalla cessione di 20mila metri quadrati, guadagnerebbe circa 900mila euro. Ma gli attivisti non demordono. «Tra i cittadini, le associazioni ecologiste e le istituzioni - spiegano dal comitato - si sta facendo strada la consapevolezza dei danni che derivano dall'utilizzo massiccio dei fanghi derivati dalle depurazioni urbane e industriali su terreni agricoli. Esperti del settore, centri di ricerca e letteratura internazionale lanciano da tempo un forte grido d'allarme sulla concentrazione di metalli pesanti e diossine sui terreni della Pianura padana. I controlli sono insufficienti per la scarsità delle risorse pubbliche da impegnare per un monitoraggio accurato sull'accumulo di sostanze inquinanti nei suoli». Nei cinque anni di moratoria richiesta dal comitato, gli enti di controllo pubblici potrebbero realizzare un approfondito monitoraggio. «I dati scientifici disponibili non consentono una valutazione completa del rischio - concludono - Invochiamo il principio di precauzione che permette di reagire rapidamente di fronte a un possibile pericolo per la salute umana, animale e vegetale». L'Insediamento della Ecotrass dovrebbe sorgere su un'area venduta alla società dal Cipal (il consorzio intercomunale lomellino per lo sviluppo industriale) nel 2013 causando non poche polemiche tra i municipi soci. L'iter autorizzativo è ancora aperto: manca però il verdetto definitivo atteso in autunno. Umberto De Agostino