Banche, Visco favorevole all’intervento pubblico

di Michele Di Branco w ROMA Il negoziato con la Ue e la Bce è appena cominciato ma una cosa è certa: le massime istituzioni italiane marciano compatte. E sulla questione della messa in sicurezza delle banche (a cominciare da Mps, impegnata a smaltire quasi 10 miliardi di crediti deteriorati nel giro di 3 anni) parlano la stessa lingua. Un intervento pubblico non solo «non è escluso» ma è reso necessario dalla situazione, «densa di rischi», che l'economia sta attraversando dopo la Brexit: è questo il messaggio forte e chiaro indirizzato verso Bruxelles e Francoforte dal Governatore di Bankitalia Ignazio Visco e dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan. Parlando all'assemblea dell'Abi, Visco ha sottolineato che «a fronte del rischio che in un contesto di elevata incertezza problemi circoscritti intacchino la fiducia nei confronti del sistema bancario, un intervento pubblico non può essere escluso. Confidiamo nella capacità di successo di un impegno comune volto a superare le attuali difficoltà». E per spegnere sul nascere i possibili (e già espliciti) mugugni dell'Europa, il numero uno di Via Nazionale ha ricordato che la normativa «prevede la possibilità di interventi pubblici di natura precauzionale anche sul fronte della capitalizzazione, con riferimento ai risultati delle prove di stress test». Un chiaro riferimento, quello di Visco, ai progetti di Palazzo Chigi di coinvolgere il Fondo Atlantia (insieme a Cdp e ad altri fondi privati) nel capitale di Siena. «La situazione attuale, densa di rischi per la stabilità finanziaria, - ha proseguito - richiede la predisposizione di un backstop pubblico da attivare in caso di necessità, nel pieno rispetto delle norme comunitarie, tenendo ben presenti i potenziali effetti sistemici di eventuali crisi per i singoli stati membri e per l'area dell'Euro nel suo complesso». Un modo elegante per avvertire le istituzioni europee (e Berlino in particolare) che il collasso del sistema italiano avrebbe ripercussioni gravi nel resto del continente. Accenti e argomenti quasi identici sono arrivati dal ministro dell'Economia. «Il governo - ha argomentato Padoan - lavora per individuare tutti gli strumenti utili per gestire le criticità» nel sistema bancario. Il dialogo con l'Ue, ha detto il numero uno di Via XX Settembre, «è continuo per esplorare tutte le possibilità per un intervento pubblico in linea con le regole sugli aiuti di stato». Padoan ha ricordato che la flessibilità è presente nelle norme Ue. Ed anche se la legislazione «è molto esigente, la sua attuazione ha elementi di flessibilità che vanno sfruttati in pieno soprattutto in caso di rischio sistemico». Nel corso dell'assemblea Abi, le banche sono tornate ad attaccare i veti della Ue e la rigidità sull'applicazione delle regole del bail. Il presidente Antonio Patuelli ha definito la norma «incostituzionale perché prevedendo perdite a carico degli obbligazionisti e depositanti di banche in crisi, va contro la tutela del Risparmio prevista dall'articolo 47 della Carta». ©RIPRODUZIONE RISERVATA