Mps prepara la cessione delle “sofferenze”
L'aumento di capitale certo ma ancor di più la cessione delle sofferenze al fondo Atlante (o Atlante2), che tornerebbe a rendere Mps appetibile e in grado di aggregarsi seppure da condizioni non di perfetta parità ma almeno non a saldo. Con queste prospettive le quotazioni della banca senese, quasi annientate in Borsa in questi giorni, sono ripartite con un rialzo del 4,6%. Come ha sintetizzato il governatore Ignazio Visco, seppure non nominandola esplicitamente, servono ora «interventi decisi e possibili misure di sostegno». Il sostegno sarebbe duplice appunto: un fondo Atlante che rilevi una buona dose degli Npl della banca a valori non di saldo (per intenderci quelli attribuiti alle 4 banche) evitando così un aumento di capitale "monstre" a valle che, seppure ridimensionato, comunque potrebbe avere una garanzia pubblica. Per il governatore Visco il valore delle sofferenze attribuito dal mercato parte dal presupposto errato che vadano «cedute immediatamente» e che si recupera poco e in molti anni. Ma ora la Bce ha riconosciuto che il problema richiede tempo e le misure del governo permettono tempi rapidi. Per questo Atlante può accontentarsi di un rendimento del 6% a fronte dei fondi private non europei che hanno fatto i prezzi perseguendo un rendimento del 10-20% e abbattendo il valore dei crediti. Mps con Carige e le due venete ha 15miliardi di sofferenze nette. Una soluzione quindi è alla portata. A quel punto, si ragiona, una banca senese potrebbe aggregarsi. Il candidato è e resta quella Ubi Banca che, orfana della fusione con Bpm, è una delle poche, forse l'unica, ad avere le spalle larghe in termini di capitale.