Ispezione dei Nas, anziani da trasferire
Possono ospitare solo anziani autosufficienti le case albergo, le comunità alloggio e le comunità familiari. Strutture che si differenziano dall'Udo sociosanitarie (Unità d'offerta socio-sanitarie) di cui fanno parte, ad esempio, le Residenze per anziani (Rsa), e i centri diurni per anziani (Cdi). d oggi sono stati 50 i sopralluoghi effettuati dall'Ats, in seguito a segnalazioni, nelle 107 comunità familiari. Sono invece state 21 le strutture controllate nel 2015 in collaborazione con l'autorità giudiziaria. L'esito è stato la chiusura di 5 case famiglia dove sono stati individuati una trentina di ospiti non autosufficienti, trasferiti in strutture sociosanitarie. Nel 2016 invece ne sono state controllate 10 e per 3 è stata disposta la chiusura. Sempre quest'anno sono state eseguite verifiche su due case albergo. L'equipe dell'Ats, composta da medico, infermiere e, spesso, da assistente sociale, ha analizzato la situazione dei 304 ospiti, riscontrando la presenza di «documentazione sanitaria datata e non corrispondente alla situazione clinica effettivamente riscontrata». Questo tipo di residenze sono concentrate soprattutto in Oltrepo con il 58% (62 strutture e 379 posti letto), il Pavese ne accoglie il 33% (35 strutture e 257 posti), la Lomellina il 9% (6 comunità e 38 posti).di Stefania Prato wCORTEOLONA E GENZONE Ispezioni dei Nas e dell'Ats, ex Asl, nei mini alloggi protetti di Corteolona e Genzone e nella casa famiglia e casa albergo di Pieve Porto Morone. Controlli che rilevano la presenza di ospiti non autosufficienti, non rispettando quindi la normativa che impone a questo tipo di strutture di accogliere solo chi è autosufficiente. E scattano le ordinanze dei sindaci per il trasferimento di questi anziani in altri luoghi più idonei alle loro condizioni di salute. Sono 20 gli ospiti presenti nei mini alloggi protetti di Corteolona e Genzone, di proprietà del Comune e gestiti dai Pii Istituti onlus, e 6 di questi sono stati ritenuti non autosufficienti. Mentre dei 21 accolti nella casa albergo e nella casa famiglia di Pieve, "La Casa dei nonni" srl sono 4 gli anziani da ricollocare, in accordo con i familiari. Le ordinanze, firmate dal sindaco di Corteolona e Genzone Angelo Della Valle e da quello di Pieve Virginio Anselmi, non impongono la chiusura delle strutture, ma lo spostamento degli ospiti entro un mese dalla notifica dei provvedimenti. Il blitz del comando di Cremona dei Nas e degli ispettori dell'Ats nella struttura di Corteolona e Genzone risale ai giorni scorsi. I controlli hanno riguardato il centro diurno e i minialloggi che hanno un iter autorizzativo diverso rispetto a quello delle case famiglia, aperte invece con estrema facilità, e vengono accreditate da Regione Lombardia. Uno dei 6 ospiti è già stato trasferito, in accordo con i familiari, alla casa di riposo di Belgioioso. Ma per quanto riguarda gli altri anziani, i Pii Istituti intendono chiedere un confronto con le autorità competenti. «Non escludiamo di presentare ricorso - dice il direttore dell'ente Paolo Vercesi - ma prima chiederemo un confronto con le autorità competenti perché riteniamo che, oltre a considerare le responsabilità morali legate allo spostamento, non si possa applicare la normativa del 2010 alla nostra struttura che ospita persone parzialmente autosufficienti». I mini alloggi infatti sono integrati al Centro diurno e possono contare, spiega Vercesi, sulla presenza di personale sanitario. «Nelle ore notturne, ad esempio, hanno un assistente qualificato, a dimostrazione che ricevono tutte le cure pertinenti. In ogni caso, quando le loro condizioni si aggravano, vengono trasferiti nelle Rsa».