Doppio trapianto di polmoni al San Matteo

PAVIA Due trapianti di polmoni in una settimana al policlinico San Matteo. Li ha eseguiti l'équipe di Andrea D'Armini, responsabile del Dipartimento Cardio-toraco-vascolare. Il primo la settimana scorsa: i polmoni arrivavano da Andria, medici e infermieri del San Matteo sono andati a recuperarli con un volo apposito e li hanno portati a Pavia dove sono stati impiantati su un trentenne di origini campane in lista d'attesa a Pavia che tuttavia è ancora in condizioni critiche, collegato all'Ecmo, la circolazione extracorporea. I polmoni sono stati donati daun uomo di 56 anni di Corato, deceduto in un incidente sul lavoro, che ha donato anche cornee, fegato, reni. Nella notte tra martedì e mercoledì invece sono stati trapiantati su un sessantenne originario della provincia di Monza i polmoni di una 21enne morta in un incidente. L'equipe del San Matteo è andata ad Ancona a recuperarli in aereo, l'intervento di trapianto è poi durato nove ore. «Per un cuore normalmente si aspetta un anno e mezzo - spiega D'Armini - lo stesso per un polmone. Speriamo che queste giornate siano di buon auspicio per il futuro». Il San Matteo, infatti, sta cercando di recuperare terreno nei trapianti: da inizio anno sono stati trapiantati 9 cuori e sono stati effettuati cinque trapianti bipolmonari. È una macchina che deve funzionare perfettamente quella dei trapianti. Il pomeriggio arriva la chiamata dall'ospedale che ospita il potenziale donatore, si guardano le liste d'attesa, si identifica il potenziale ricevente e si contatta: se è lontano occorre organizzare il trasporto fino al San Matteo, poi si vanno a prendere gli organi e li si porta al policlinico. Dal potenziale donatore va una squadra composta da tre medici, solitamente uno strutturato e due specializzandi. In automedica se la destinazione è vicina, in elicottero o aereo nei casi in cui gli organi da recuperare dal donatore sono più lontani. (a.gh.)