I sindacati uniti attaccano «Troppi incidenti all’Eni»

SANNAZZARO Due incidenti in soli tre giorni con due infortunati, entrambi finiti in ospedale per ustioni di primo e secondo grado agli arti, mettono in mobilitazione la rappresentanza sindacale interna della raffineria Eni (660 dipendenti in forza attualmente all'impianto del cane a sei zampe) e le tre sigle sindacali rappresentante all'interno del polo. Sabato mattina c'è stato il botto ad un forno dell'isola-6 con un giovane dipendente finito a Niguarda in elisoccorso per ustioni ad una mano ed al viso; lunedì sera un dipendente Eni in trasferta dalla raffineria di Gela, ancora nell'isola-6, è stato colpito ad un piede da zolfo fuso alla temperatura di 130 gradi: anche per lui una corsa al San Matteo ed una prognosi non inferiore ai trenta giorni. Ieri Uiltec, Femca-Cisl e Filctem-Cgil hanno emesso un comunicato unitario che lamenta carenze organizzative in raffineria e chiede formalmente un incontro urgente con la direzione del polo Eni di Sannazzaro per meglio definire i carichi di lavoro che, secondo i sindacati, graverebbero in misura molto pesante e precaria sull'attività in fabbrica. Le tre sigle pavesi del settore-energia dicono all'unisono: «Due lavoratori infortunati nell'esercizio delle loro funzioni e due ricoveri in ospedali sono fatti che riteniamo, unitamente alle rappresentanze sindacali interni, di tale gravità tanto che non possano essere più tollerati». Le tre sigle entrano nel dettaglio del problema: «In effetti le continua problematiche di natura tecnica finora verificatesi e le difficoltà organizzative legate alla carenza di organico da troppo tempo da noi indicata devono trovare risposte urgenti al fine di evitare situazioni di stress, di pericolo e di rischio per il personale addetto» spiegano i sindacati rappresentanti al polo Eni di Sannazzareo. Come dire: i pesanti carichi di lavoro nuocerebbero a chi è costretto, visti i ranghi sempre più ristretti degli uomini in forza, a stressanti ritmi operativi sugli impianti. Da almeno due anni, i sindacati lamentano una carenza, su talune aree produttive, di circa trenta unità lavorative: conseguente è la richiesta rimasta in parte inevasa di nuove assunzioni specie di giovani del bacino territoriale. I sindacati chiudono lanciando una richiesta-appello alla dirigenza dell'impianto: «Chiediamo alla Direzione del polo Eni di Sannazzaro e Ferrera un incontro urgente e risposte finalizzate a garantire organici e carichi di lavoro coerenti agli accordi sottoscritti. Invochiamo inoltre un efficace presidio di sicurezza in ogni area produttiva in un'ottica di potenziamento generale di attenzione in tutte le aree di attività, specie in quelle maggiormente a rischio". In assenza di risposte adeguate, la mobilitazione si estenderebbe sino ad un'ipotetica azione di scioperi ad oltranza». Paolo Calvi