Cantina, la grana fisco agita il cda

BRONI Prime grane per il nuovo cda di "Terre d'Oltrepo" ancora prima del suo insediamento ufficiale, in programma domani pomeriggio. Nei giorni scorsi, infatti, si è concluso il filone di indagine fiscale legato all'inchiesta sul vino contraffatto. Sette sono gli indagati, tra cui l'ex direttore Livio Cagnoni, un ex amministratore della cantina e cinque tra impiegati e dipendenti della stessa, per il mancato versamento dei contributi Irpef nell'arco di sei anni, dal 2008 al 2013. Un reato per cui potrebbe arrivare una pesante sanzione dall'Unione Europea, scenario già prefigurato dal collegio sindacale della cantina, durante la sua relazione nel corso del dibattito per l'approvazione dell'azione di responsabilità. Altre sorprese, quindi, sono previste in questo filone propriamente fiscale dell'indagine, destinato a coinvolgere anche alcune aziende agricole del Nord-Est, notoriamente in affari con la cantina "Terre d'Oltrepo". Sarà il dibattimento processuale a stabilire eventuali responsabilità, ma l'arrivo di nuovo avvisi di garanzia dimostra come la magistratura ritenga questi fatti penalmente rilevanti. A preoccupare i nuovi consiglieri è anche il coinvolgimento di un enologo della cantina, indagati per alcune condotte illegali mantenute negli anni nel ricoprire il suo ruolo. Di tutto questo si parlerà nella seduta di insediamento del nuovo consiglio di amministrazione, in programma appunto domani pomeriggio: oltre alla nomina della cariche, presidente e vicepresidente, sarà votata la sfiducia al presidente uscente Marco Tambussi, che figura tra i nove amministratori coinvolti nell'azione di responsabilità e quindi con tutta probabilità decadrà anche dalla sua carica di consigliere. Bocche cucite, per ora, invece, per quanto riguarda il nome del nuovo presidente, che sarà scelto comunque tra i quattordici consiglieri eletti nella lista delle associazioni agricole. Quattro, invece, i posti che spettano alla minoranza, l'unico eletto del gruppo "Rinascita" e i tre consiglieri che avevano deciso di non presentarsi dimissionari all'assemblea. Tra i primi adempimenti del nuovo consiglio, è previsto il pagamento del terzo acconto delle uve della vendemmia 2015, che, finora, nonostante gli impegni presi dal Cda uscente, non era ancora stato deliberato. «Il gruppo dirigente dovrà avviare la scelta di nuovi collaboratori professionali per ricoprire posizioni lasciate scoperte e lanciare un nuovo piano industriale per la massima valorizzazione delle uve – è l'appello lanciato da alcuni soci -. Infine serve una ricollocazione della società sul territorio anche riguardo alla sua partecipazione e collaborazione nei vari enti. Le premesse per far bene ci sono, c'è unità di intenti fra le parti in gioco, associazioni di categoria, componenti indipendenti, ed i singoli; serve l'aiuto di tutti, in primo luogo dei soci, ma anche di tutti quelli che credono in questo territorio e nel legame inscindibile fra questa realtà e tutto il settore agricolo oltrepadano». Oliviero Maggi