I baristi: Più controlli ma fuori dai locali

di Stefania Prato wPAVIA È «no» alla movida selvaggia da parte dei proprietari dei bar del centro. Che però dicono «basta» alle verifiche amministrative svolte nelle ore serali e che chiedono ai vigili più controlli fuori dai locali. Perché è lì che si svolgono quei comportamenti incivili che hanno portato i residenti a protestare. Della questione "movida" si è infatti parlato ieri in un incontro organizzato da Ascom che ha chiamato a raccolta gli esercenti del centro. Un incontro a cui si sono presentati una ventina di operatori, titolari dei locali di piazza della Vittoria, piazza Duomo, Strada Nuova, via Siro Comi, piazza Cavagneria, corso Cavour e viale Libertà. Che su un punto hanno fatto quadrato, quello di permettere ai bar di poter lavorare, soprattutto in questi mesi estivi, «perché si paga il plateatico e si aumenta il personale», precisa Mauro Lo Guercio, presidente provinciale dei pubblici esercizi di Ascom. Da parte loro c'è invece l'assicurazione che, nei locali, le regole vengono rispettate. E quindi niente alcol ai minorenni, niente vendita di bottiglie di vetro dopo le 21 e "sì" all'utilizzo dei bagni, «ma solo per i clienti», come previsto dalla normativa vigente. Senza dimenticare, aggiungono gli esercenti, il rispetto delle regole sull'impatto acustico. E perciò se la movida eccede, la colpa non è da imputare ai titolari dei locali. Dove non si vendono le bottiglie da 0,66 cc, «quelle le comprano prima nei supermercati». «Spesso li vediamo entrare con le bottiglie in mano e non possiamo fare nulla», dicono alcuni esercenti. «Forse sarebbero opportuni controlli davanti a questi market dove avviene l'approvvigionamento - dicono da Ascom -. Siamo per una movida rispettosa delle regole. Ma il problema è fuori e non all'interno del locale dove vengono prese tutte le precauzioni possibili. È chiaro che non somministriamo alcolici ai minori, ma non si possono obbligare ad esibire il documento, se non vogliono. In ogni caso l'attenzione è massima». Da Ascom fanno poi sapere che «verrà preparata una nuova circolare che ricorderà le regole da seguire». «Ma è assurdo - continuano dall'associazione - che nelle ore serali i vigili eseguano verifiche amministrative che potrebbero essere effettuate in qualsiasi altro momento della giornata». «Da parte nostra - aggiunge Lo Guercio- c'è la piena disponibilità a collaborare, ma non va dimenticato che Pavia è una città universitaria dove deve essere possibile divertirsi nei modi leciti e dove i locali devono essere messi nelle condizioni di lavorare». Sono una sessantina i bar del centro storico, tutti a domandare «una maggiore sorveglianza del territorio». A chiedere la collaborazione anche dei locali pubblici è stato il comitato Piazza pulita che sottolineava la necessità di coinvolgere direttamente e ufficialmente l'associazione commercianti e i singoli titolari di bar ed esercizi commerciali che «distribuendo alcolici a tutti e a tutte le ore, partecipano indirettamente alla causa prima del degrado che affligge il centro storico». Intanto è partita la risposta dell'amministrazione che ha istituito una task force di dieci agenti della polizia locale per il pattugliamento della città, quattro giorni a settimana sino alle 2.30 di mattina.