La difesa insiste: usato inchiostro simpatico
PAVIA Il beneficiario sugli assegni che avrebbero consentito di far uscire dalle casse di Asm Pavia 1,8 milioni di euro sarebbero stato scritto con inchiostro simpatico. La tesi della difesa, già presentata alla precedente udienza, è stata ribadita e approfondita ieri mattina in tribunale dal chimico forense Oscar Ghizzoni, ex Ris, per una nuova tappa del processo che vede l'ex presidente di Asm Pavia, Giampaolo Chirichelli, accusato di peculato. Un trucco banale, secondo la difesa, ma efficace: in questo modo l'ex contabile della società di via Donegani, Pietro Antoniazzi, sarebbe riuscito a manipolare gli assegni in un momento successivo, cambiando il beneficiario: il suo nome al posto dell'indicazione "Comune di Pavia". In altre parole la difesa sostiene che Chirichelli abbia firmato gli assegni intestati al Comune di Pavia, ma che poi quei titoli siano stati modificati facendo sparire l'inchiostro termosensibile e utilizzando solo in seguito un normale pennarello. Il testimone era stato già interrogato dal pubblico ministero Paolo Mazza e ieri mattina è toccato agli avvocati difensori Orietta Stella e Salvatore Scuto, oltre che all'avvocato di parte civile Gianluigi Tizzoni, di esaminarlo. L'udienza, durata quasi quattro ore, ha permesso di ripercorrere il "giallo" delle firme di Chirichelli sugli assegni solo in apparenza intestati al Comune di Pavia ma in realtà destinati ad Antoniazzi. Cirichelli, che per quelle firme è finito sotto accusa e agli arresti (è ancora ai domiciliari) ieri era presente in aula, ad assistere all'udienza. Ci sarà, probabilmente, anche l'11 luglio, quando il collegio presieduto da Luigi Riganti (giudici a latere Rosaria D'Addea e Pasquale Villani) hanno fissato la prossima udienza per sentire un tenente della finanza che ha svolto parte delle indagini. L'udienza è stata fissata per le 11, perché alle 10 è prevista l'udienza in abbreviato, davanti al giudice Anna Maria Oddone, per l'ex presidente di Asm Lavori Luca Filippi, l'ex direttore generale di Asm Pavia Claudio Tedesi e l'ex contabile Pietro Antoniazzi, tutti coinvolti nella stessa inchiesta. Antoniazzi aveva chiesto di patteggiare quatto anni e quattro mesi di carcere: una richiesta, tuttavia, su cui è ancora sospeso il parere del pm Mazza. In quella sede, inoltre, l'avvocato Stella dovrebbe presentare una richiesta di revoca degli arresti domiciliari per il suo assistito. (m. fio.)