Scontro cinesi-polizia: due arresti
di Jacopo Salvadori wROMA Il giudice ha convalidato l'arresto di due cinesi accusati di resistenza e lesione a pubblico ufficiale. Nei loro confronti è stato disposto l'obbligo di firma quotidiana, mentre la data del processo è stata fissata per il prossimo 26 luglio. Si tratta del proprietario di un'azienda di Sesto Fiorentino che il 29 giugno, secondo gli inquirenti, ha fatto partire gli scontri tra forze dell'ordine e circa 500 manifestanti di origine cinese. Il motivo, la modalità di controllo della Asl nella sua ditta, proprio a ridosso del negozio Ikea. L'altro, invece, è un suo connazionale che durante gli scontro ha chiuso il cancello della struttura, impedendo ai mezzi di soccorso di passare. Secondo una prima ricostruzione, tutto sarebbe iniziato con qualche spintone nel corso del controllo dell'azienda: il titolare, con un bimbo di 10 mesi in braccio, avrebbe vivacemente protestato per le modalità di controllo dell'Asl. Sono così intervenute le forze dell'ordine ma al loro arrivo, sul posto si sono radunati centinaia di cittadini orientali. Qualcuno è venuto addirittura da Prato per protestare. Dopo qualche tafferuglio, la situazione sembrava essersi calmata anche grazie all'intervento del console che usando l'altoparlante di un'auto della Polizia aveva tentato di placare gli animi. Poi, verso le una e trenta, i manifestanti hanno iniziato a lanciare oggetti contro le forze dell'ordine. Quando la calma è tornata, nello stradone di periferia l'asfalto era un tappeto di cocci di bottiglia, pietre e lattine. È la prima volta che succede un fatto del genere nella pianura tra Firenze e Prato, l'area dove da anni si è insediata una delle più popolose comunità di cittadini cinesi in Italia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA