Niente adozione perché ha tumore
TORINO Troppo malata per adottare un bambino, troppo poco per ottenere i benefici previsti dalla legge 104 per chi lavora e non sta bene. È un drammatico paradosso quello che sta vivendo, suo malgrado, una donna torinese di 42 anni che da 13 combatte contro un tumore al seno. Per due volte la malattia pareva sconfitta, ma si è ripresentata e l'ha resa sterile. Oltre alla sofferenza, per lei e per suo marito sono stati anche anni di battaglie a colpi di carte bollate che, almeno fino ad ora, li hanno visti soccombere. La donna si è ammalata nel 2003, a 29 anni. Il tumore al seno appariva curabile e, a un certo punto, sembrava sconfitto con un intervento chirurgico e alcuni cicli di chemioterapia. Ma qualche anno dopo si è ripresentato. L'iter era stato il medesimo, anche se dopo la prima recidiva e le cure successive era subentrata anche la sterilità, probabilmente proprio a causa della chemio. La donna e il marito decisero di non arrendersi e iniziarono le pratiche per adottare un bimbo. La coppia sarebbe stata ritenuta idonea, ma il tribunale, che decide nell'interesse del minore, ha ritenuto che, dovendo passare del tempo a curarsi, l'aspirante mamma non potesse fare altrettanto con un figlio. Intanto, la malattia pareva di nuovo sconfitta. Pochi mesi fa la revoca dei benefici della legge 104, che consente di assentarsi dal lavoro tre giorni la settimana per motivi di salute. La relazione dei medici dell'Asl parlava di «malattia stabilizzata» e così l'Inps ha revocato i permessi, concretizzando il paradosso: troppo malata per adottare, poco per stare a casa a curarsi.