Italicum, la legge elettorale torna in Aula

di Gabriella Cerami wROMA A oltre un anno dalla sua approvazione definitiva, la riforma della legge elettorale tornerà alla Camera. Il dibattito, fissato per settembre, sarà su una mozione presentata da Sinistra italiana, relativa alla possibile incostituzionalità di alcune parti dell'Italicum e sulle conseguenti modifiche da apportare. La decisione, presa durante la riunione dei capigruppo di Montecitorio che ha stilato il calendario dei lavori, arriva in un momento in cui cresce il pressing, anche nel Pd, per una modifica della legge alla luce dei risultati delle ultime amministrative: un ballottaggio tra i dem e il Movimento 5 Stelle, stando agli ultimi sondaggi, vedrebbe i grillini avere la meglio. In effetti il presidente del Gruppo Misto Pino Pisicchio osserva che «di certo l'ok della conferenza dei capigruppo è un chiaro segnale politico. In altri tempi il Pd avrebbe alzato un muro, invece ora l'atteggiamento non è più ostile». Ed è così che la Lega Nord scorge dietro questa novità un accordo tra Pd e Sinistra italiana. «Prima, quando il Pd era oltre il 40% dei consensi, l'Italicum era la legge elettorale perfetta. Adesso, in una situazione di tripolarismo in cui ai ballottaggi il Pd e la sinistra perdono, i compagni - sostiene il Carroccio - si compattano improvvisamente e fanno retromarcia». Anche Forza Italia legge la notizia come un arretramento della maggioranza: «Renzi comincia a perdere colpi e a fare marcia indietro. È così che l'Italicum si riaffaccia alla Camera e ammicca a possibili modifiche...». Dietrologia a parte, il capogruppo di Sinistra italiana Arturo Scotto e primo firmatario della mozione chiede «che il Parlamento si esprima prima che si pronunci la Corte sulla incostituzionalità e poiché in queste ore il dibattito sulle modifiche è sotto traccia, noi riteniamo giusto che se ne parli apertamente in Aula». Il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, si affretta a sottolineare come non vi sia alcuna svolta: «La conferenza dei capigruppo della Camera non ha calendarizzato la mozione, si è limitata a indicare i provvedimenti per il programma dei lavori alla ripresa di settembre Ad oggi nulla è stato deciso». Inoltre, viene fatto notare, in Aula non si discuterebbero la legge o le sue modifiche ma solo un "atto di indirizzo". «Tutte le leggi, compresa quella elettorale, si possono cambiare se si vuole. Di certo non si cambiano con una mozione...», aggiunge il capogruppo Pd Ettore Rosato. Comunque sia Scotto sostiene che Boschi, non può impedire che la mozione approdi in Aula . Quanto a Renzi dice «di non essere preoccupato» perché «l'Italicum non si cambia». È evidente come il dibattito della legge elettorale sia stato ufficialmente riaperto e va a braccetto con quello sul referendum di ottobre sulla riforma costituzionale. «Se perdo vado via, come accade in tutta Europa. Non divento un pollo di batteria che fa finta di niente», dice Renzi. Il premier ammette però che è una partita a "rischio", soprattutto dopo il trauma della Brexit. E anche un ballottaggio alle elezioni politiche sarebbe a rischio ed è per questo che si parla di nuovo di legge elettorale. I 5Stelle, i più favoriti dall'Italicum, assicurano che non cambieranno la loro posizione di contrarietà, anche se nella maggioranza più di uno si dice pronto a scommettere che, al momento decisivo, lavoreranno sottotraccia per lasciare la legge così com'è. ©RIPRODUZIONE RISERVATA