Pestata dal convivente davanti al figlio piccolo

di Maria Fiore wPAVIA Pestata dal convivente davanti al bimbo di due mesi. La donna, che ha 42 anni e abita in Borgo Ticino, ha riportato diverse contusioni ed è stata medicata al pronto soccorso del San Matteo, dove è stata portata in seguito all'intervento degli agenti della volante. Non è la prima volta che la donna finisce in ospedale, ma finora non ha mai voluto denunciare il suo convivente. Quest'ultimo episodio potrebbe far scattare provvedimenti anche in assenza di querele da parte della vittima. In caso di prognosi superiore ai 21 giorni scatterebbe un procedimento d'ufficio. Il pestaggio è avvenuto la scorsa notte, tra lunedì e martedì, nell'appartamento che la donna condivide con il convivente in Borgo Ticino. Gli agenti della volante sono intervenuti una prima volta alle 2 di notte, chiamati dai vicini di casa che hanno sentito le urla provenire dall'abitazione accanto. I residenti hanno sentito che era in corso un litigio e hanno udito dei rumori all'interno dell'appartamento. Temendo che la situazione potesse degenerare hanno deciso di dare l'allarme. Quando la volante è arrivata, il diverbio era terminato. La donna era in casa mentre il convivente era uscito. La 42enne ha confermato il litigio, senza però spiegare le ragioni del diverbio. Gli agenti hanno annotato la segnalazione, ma a quel punto il loro intervento non era più necessario. Alle 5.30 sono tornati nell'appartamento, stavolta chiamati dalla donna. La 42enne, che era in casa con il figlioletto, era ferita e con diverse ecchimosi sul volto e in diverse parti del corpo. Agli agenti ha spiegato che il convivente era rientrato alcune ore dopo il litigio e l'aveva pestata. La donna è stata accompagnata al pronto soccorso del San Matteo, dove è stata sottoposta ad accertamenti approfonditi che hanno escluso ferite gravi ma confermato le ecchimosi dovute al pestaggio. Sulla vicenda sono stati avviati i dovuti accertamenti. Anche se le norme sulla violenza di genere garantiscono la tutela delle vittime di fronte a ipotesi di maltrattamenti, la denuncia d'ufficio (e quindi eventuali provvedimenti nei confronti dei responsabili) scatta solo in presenza di lesioni gravi o gravissime. Se la prognosi è sotto i 20 giorni serve la denuncia della vittima, che ha tre mesi di tempo per rivolgersi alle autorità. Il limite sale a sei mesi in presenza di atti persecutori. L'arresto, invece, scatta solo se c'è la flagranza e il violento viene colto sul fatto a compiere i maltrattamenti. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA