Devastato il centro minori di via San Carlo
PAVIA Devastato il centro di accoglienza comunale di via San Carlo, nei pressi di corso Garibaldi. La struttura, che oltre a un dormitorio possiede anche alcuni locali per ospitare stranieri minorenni, è stata danneggiata lunedì, a quanto pare da un gruppo esterno alla struttura. Sono stati rotti i bagni, spaccati i lavandini e forzate le porte del magazzino dove sono stipati cibo e vestiti. I danni sono ingenti e ieri mattina gli operai erano già al lavoro per restituire un minimo di funzionalità alla struttura. Le indagini per risalire ai responsabili sono ancora in corso, ma gli agenti della polizia locale e i carabinieri avrebbe già identificato alcune persone, maggiorenni, esterne al centro. Nei loro confronti saranno presi provvedimenti. Di certo li prenderà il Comune. «Sono tutti costi che ricadranno sull'ente, che ha subìto un danno – dichiara l'assessore alle Politiche sociali Alice Moggi –. Abbiamo dovuto chiamare i carabinieri anche perché la struttura è frequentata da minori, la cui tutela ricade sotto il Comune». Da chiarire le ragioni del vandalismo. «Nel centro di via San Carlo ci sono due zone, una è quella del dormitorio, che apre solo alla sera e che non è stato interessato dai danneggiamenti, e l'altra è quella dove ospitiamo minori che sono vicini a compiere i 18 anni e il cui collocamento in comunità è più complicato – spiega l'assessore –. In questi anni ne abbiamo accolti tantissimi: 74 nel 2014, 108 nel 2015 e attualmente ce ne sono circa 60 in diverse strutture. Alcuni, quindi, sono in via San Carlo in attesa di una collocazione migliore. Non era mai successo nulla, finora». Gli ospiti minorenni risiedono all'interno del centro da circa un anno. «L'ipotesi è che alcuni adulti si siano recati all'interno della struttura rivendicando una collocazione diversa per questi ragazzi – spiega l'assessore –, ma i danneggiamenti non sono tollerabili». Gli stessi giovani ospiti, che erano in parte fuori dalla struttura al momento della devastazione, hanno trovato la sorpresa al loro rientro. «Eravamo al corso di lingua – racconta un ragazzo libico in un italiano incerto –. Abbiamo trovato i bagni rotti, non possiamo nemmeno lavarci. Chi è stato? Non lo sappiamo». Ieri gli operai sono rimasti al lavoro tutto il giorno per rimuovere le macerie e ripristinare gli impianti. «I lavandini sono stati già sostituiti – spiega l'assessore –. Anche perché non possiamo fare a meno di quella struttura, che deve restare in funzione. Il tema dell'accoglimento dei minori in comunità è complesso, di certo non lo possiamo affrontare in poco tempo». @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA